Balzac vuol far soldi nella Capri del 2020

Sedici fantaracconti di Mario Scognamiglio che hanno come protagonista il libro antico

Francesca Amé

Divagazioni bibliofile. Ovvero storie, saggi, note, cataloghi: nell'ultimo libro di Mario Scognamiglio sono raccolti 16 racconti molto diversi tra loro ma con un protagonista comune: il libro antico. «La Bibbia del Pope e altri scritti di bibliofilia» è appena uscito dalle stampe al torchio per le Edizioni Rovello: trecento edizioni, acquistabili nell'omonima libreria del centro e da altri antiquari milanesi. «Ormai siamo rimasti in pochi: il nostro è un mestiere da missionari laici»: a parlare è Scognamiglio, giornalista, bibliofilo e direttore della Libreria Rovello. La sua ultima fatica letteraria è coincisa con il secondo «Salone del libro usato» appena chiuso in Fiera (un'esposizione che nasce da una costola della famosa «Mostra del libro antico» che ha già sedici edizioni alle spalle). Di strada ne è stata fatta da quando, nel 1980, lo stesso Scognamiglio aprì la «Mostra mercato del libro e delle stampe antiche» alle Stelline. Fu un inizio difficile, con tanta diffidenza da parte degli antiquari, molto più restii di oggi ad esporre la propria merce.
«La Bibbia del Pope» è un omaggio a questo mondo sommerso («Non credo esistano più di ottomila bibliofili in Italia», dice l'autore) e affascinante: il lettore potrà sorridere dei tentativi (vani) di Balzac di far soldi come editore o ripercorrere la vita di Virgilio attraverso le suggestioni offerte oggi dai ruderi romani. Ci sono testi preziosi per il bibliofilo, come il racconto «Il catalogo della biblioteca di Nodier», e per l'appassionato di lettere, come la cronistoria di un viaggio in Egitto - ironicamente definito «La crociera dei biblionauti» - svolto dall'Aldus Club, associazione che Scognamiglio si è adoperato a creare. Con quindici anni di vita, è un'istituzione culturale senza fini di lucro che in onore di Aldo Manuzio - grande tipografo ed editore italiano del Rinascimento - raduna un folto gruppo di amanti del libro, alcuni dei quali presi in prestito dalla politica come Giulio Andreotti, Marcello Dell'Utri e Oliviero Diliberto. Umberto Eco presiede il club, che Mario Scognamiglio ama chiamare «piccola isola dell'utopia». Ai soci dell'Aldus, oltre a incontri per promuovere la passione per il libro, spetta una copia ogni anno del raffinato «Almanacco del bibliofilo».
L'ultimo lavoro di Scognamiglio si avvicina molto alla struttura dell'almanacco. Per queste brevi narrazioni l'autore ha attinto alla sua esperienza in Russia, dove fu a lungo corrispondente: l'anima di Mosca, le raffinate biblioteche sovietiche e le macchine sgangherate degli anni della Cortina di ferro emergono, insospettabili, tra le pagine.
C'è poi l'ironia del racconto di un volo da Londra a Milano, durante il quale il bibliofilo, di ritorno con un prezioso esemplare appena acquistato, subisce un atterraggio di emergenza che alla fine si rivela un bluff. O la strana storia di una Capri futuribile che nel 2020 è invasa da patiti di Internet, dell'associazione Antilibro «tenacemente ostile alla carta stampata», e dai fast food. A dimostrazione che la bibliofilia si nutre più che della polvere dei libri della fantasia di chi la esercita. Senza noia alcuna.