Balzelli sui passi carrabili

Dalle aree blu, ai parcheggi, ai passi carrabile. Le gabelle di Tursi non si fermano alle soste pagate dai cittadini con il record, a livello nazionale, dei 2 euro all'ora. A spiegarlo è l'ingegnere Augusto Capecchi che da anni si occupa di edilizia. «Con la fine di febbraio - dice Capecchi - è terminata la moratoria del Comune per regolarizzare i passi carrabili. In base a quanto prescritto dall'articolo sei del regolamento comunale sulla rottura o manomissione del suolo pubblico, al termine della speciale concessione, il richiedente deve corrispondere la somma occorrente per il futuro ripristino. Che il Comune voglia e debba garantirsi per il futuro ripristino di una rottura del suolo per il passaggio di cavi o tubazioni, è indiscutibile perché, in caso di ripristino non corretto, potrebbe essere difficile individuare chi eseguì la rottura. Diversa è però la situazione per i passi carrabili che ipoteticamente potrebbero essere oggetto di rinuncia, ma consentirebbero comunque l'identificazione di uno dei proprietari che ne hanno usufruito, con relativa richiesta di pagamento». Secondo l'esperto genovese gli uffici di Tursi giocano sulla presunzione e quindi pretendono depositi di somme rilevanti a garanzia. Si tratta di soldi che difficilmente tornano nelle tasche dei contribuenti sia per l'improbabile ipotesi di rinuncia al passo carrabile, sia perché dopo decine di anni è ancora più improbabile che qualcuno si ricordi della gabella. «Il deposito - spiega Capecchi - diviene un modo facile di fare cassa per il Comune che lo pretende anche nel caso di voltura di un passo carrabile esistente nonostante il regolamento non consenta affatto che la garanzia sia pretesa da terzi distinti dai richiedenti la manomissione».