Bambin Gesù, un ospedale a portata di web

Da ora in poi basterà un click per prenotare visite, pagare ticket, consultare cartelle cliniche ed esami diagnostici. Una serie di servizi innovativi, accessibili anche tramiteiPhone e iPad, consentirà di eliminare code, attese telefoniche e tragitti in auto.

Da ora in poi basterà un click per prenotare visite specialistiche, pagare ticket, consultare i referti di analisi o altre indagini diagnostiche via internet. Addio file e tragitti in auto, dunque, per i piccoli pazienti del Bambin Gesù, che grazie ad una serie di servizi innovativi e multimediali entra a far parte a pieno titolo degli ospedali del Terzo Millennio.
Una piccola rivoluzione telematica che parte da una carta della salute elettronica la quale consentirà di visionare in ogni momento e da qualsiasi luogo il fascicolo sanitario elettronico che contiene le cartelle cliniche, le diagnosi e i referti ambulatoriali dei piccoli pazienti. Informazioni e servizi ai quali sarà possibile accedere anche tramite iPhone e iPad grazie ad un'applicazione innovativa a disposizione di tutti. Attraverso il sito internet sarà possibile dialogare facilmente con l'ospedale risparmiando tempo prezioso in tutte le operazioni di accettazione dei piccoli pazienti. Sarà più facile anche disdire le prenotazioni già effettuate: via computer o tramite il sistema di reminder (promemoria) via sms grazie al quale chiunque abbia fissato una visita riceverà sul cellulare un messaggio che ricorda l'appuntamento offrendo la possibilità di disdirlo semplicemente rispondendo all'sms, rendendo così immediatamente disponibili ad altri piccoli bisognosi di cure opportunità di visite e di prestazioni sanitarie. «Grazie a questa rete di servizi - spiega Giuseppe Profiti, presidente del Bambin Gesù - un genitore può portare il proprio bambino in ospedale per sottoporlo a una visita specialistica, a un'ecografia o a un ricovero, senza dover effettuare nessuna pratica amministrativa, praticamente senza interagire con nessun altro interlocutore che non sia l'infermiera e lo specialista».