Bambine inglesi obbligate a portare il chador in classe

L'iniziativa pedagogica in Gran Bretagna. La preside della scuola: "Ma così promuovo il dialogo"

Hanno provato a vivere una giornata da musulmani. I maschi da una parte, le femmine dall’altra, con indosso un bel chador. Ma non sono adulti, bensì bambini, costretti all’esperimento dalla loro preside. Naturalmente in nome del multiculturalismo.
È accaduto in Inghilterra, per l’esattezza a Lye, nel West Midlands, come rivela il quotidiano Daily Mail. Sally Bloomer, direttrice della scuola elementare Rufford qualche settimana ha deciso di celebrare la festa islamica dell’Eid, che segna la fine del Ramadan. Perché la maggior parte degli allievi è musulmana? Macché, i 257 scolari sono quasi tutti cristiani, come d’altronde 39 dei 41 insegnanti. Ma per la Bloomer tutto questo era ininfluente. Dentro di sé era persuasa che in un Paese ormai multietnico, fosse normale lanciare un messaggio all’islam, nel nome del dialogo e soprattutto dell’integrazione.
Così l’altro giorno, suonata la campanella delle otto, ha riunito tutti nel cortile annunciando la lieta novella: quel giorno la scuola sarebbe diventata islamica. Le maestre sono state invitate a coprirsi la scollatura e soprattutto il capo, mentre alle bambine sono stati consegnati tanti bei foulard islamici.
Poi i maschietti sono stati separati dalle femminucce: in classe, alla mensa, in cortile. Persino alla festa organizzata alla fine del pomeriggio. Un bellissimo party esteso ai genitori. Pardon, solo alle mogli; perché i mariti musulmani non gradiscono che le loro consorti si mischino in pubblico con degli uomini. E la preside di una scuola della civilissima Gran Bretagna anziché condannare una consuetudine che, secondo gli standard occidentali, non è sbagliato considerare medievale, l’ha legittimata, incoraggiandola. Così se quelle fanciulle da grandi sposeranno un musulmano sapranno come comportarsi.
«Nessuno si è lamentato con me - ha dichiarato Sally Bloomer al quotidiano popolare -. Tutto questo fa parte di un progetto per promuovere il multiculturalismo nel rispetto della diversità». Insomma, un’opera a fin di bene. Davvero nessuno ha recriminato? «Non tutti i genitori erano felici», ha ammesso un insegnante; ma la vicenda è finita lì; senza proteste formali. E, a ben vedere, senza nemmeno scandalizzare l’opinione pubblica.
Solo il Sun ha ripreso lo scoop e su internet non sono stati avviati forum per commentare la notizia. L’articolo del Daily Mail, consultabile sul sito del giornale, risultava addirittura senza commenti. Evidentemente nel 2007 gli inglesi considerano normale che la direttrice di una scuola imponga agli allievi di dimenticare per un giorno la propria identità, per vivere da musulmani. Sono gli effetti del «politicamente corretto» applicato oltre il buon senso.
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