Bambini, donne e anziani le sue vittime preferite

In dodici anni di attentati il maniaco ha agito anche nei supermercati inserendo gli ordigni tra le confezioni di cibo

Unabomber è un fantasista della dinamite, uno che prova un gusto macabro nel confezionare i tipi più strani di oggetti esplosivi, un maniaco del terrore. Non ha mai ucciso e forse non voleva arrivare a tanto. Ha però ferito molte persone e mutilato donne e bambini, i suoi bersagli preferiti. Ma negli anni le sue tecniche sono cambiate, tanto che gli inquirenti non scartano l’ipotesi che non sia una sola la mano che ha agito in questi 12 anni di attentati.
L’esplosivo è stato nascosto in una confezione di uova, in tubetti di maionese e salsa di pomodoro, nelle luci votive poste davanti agli altari delle chiese, in un tubetto di bolle di sapone, in un vasetto di crema spalmabile alle nocciole, in un evidenziatore lasciato sul greto del fiume Piave, in tubi metallici abbandonati in luoghi molto frequentati, in una scatola di sardine, nel fusto di un ombrellone da spiaggia, in un ovetto di cioccolato con sorpresa, sotto il sellino di una bicicletta, nel cuscino di un inginocchiatoio.
I teatri delle azioni sono supermercati, chiese, sagre, spiagge. Luoghi pubblici, dove è il caso a scegliere la vittima, ma molti oggetti adoperati lasciano intendere che Unabomber si accanisca soprattutto con i bimbi (bolle di sapone, pennarelli, ovetti kinder), le massaie (le confezioni di cibo in vendita nei grandi magazzini) e i frequentatori di edifici sacri. Il ferito più grave è una ragazzina di nove anni che aveva raccolto un evidenziatore lungo il Piave nel Trevigiano: la piccola ha perso un occhio e tre dita di una mano. L’11 marzo 2005 un ordigno nascosto in una scatola di sardine esplose in un convento in Romania: la confezione era stata acquistata l’anno prima in un supermercato di Concordia Sagittaria, nell’entroterra veneziano, e poi donata in beneficenza a una congregazione di religiosi.