Bambini, fiorisce il «giardino dei diritti»

L’assessore Simini, ha dato il via al weekend di festa. Fra le richieste dei piccoli, al primo posto il dialogo, seguito da coccole e tranquillità

Marta Bravi

Un dolce suono di flauto, proprio come nella favola del pifferaio di Hammelin, accoglieva i 600 bambini che ieri, dalle 11 alle 19, hanno visitato, in un’atmosfera magica e sospesa, il «Giardino dei diritti di tutti i giorni». Milano festeggia la sedicesima giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e per l’occasione nella sala Alessi di Palazzo Marino (aperta per la prima volta ai bambini) è stato allestito dal «Teatro laboratorio di figure» il simbolico parco.
Ore 11: le porte della sala si aprono, a un bambino spetta l’onore di tagliare il nastro di inaugurazione, incoraggiato dall’assessore all’Educazione e all’Infanzia Bruno Simini, «papà per un giorno», come lui stesso dice sottovoce. E la magia ha inizio. Si parte con il «tappeto di terra»: sul pavimento della sala più bella del palazzo comunale, è stata rovesciata terra, su cui sono posate delle mattonelle. I bimbi, seguendo l’attore che li accompagna, camminano uno alla volta, sul breve percorso, alla fine del quale si trova «l’albero delle coccole». Dai rami della pianta pendono tanti cartellini bianchi, uno per diritto: «il diritto di essere ascoltati», «il diritto alle coccole», «di sbagliare per imparare», «di non dover subire stereotipi e omologazioni», «di annoiarsi». E mentre i piccoli ascoltano, con lo sguardo rapito, la loro guida che legge i cartoncini, i «grandi» riflettono.
Si passa poi attraverso un simbolico «muro della trasparenza», per andare a sorseggiare il tè, che la guida finge di servire in minuscole tazzine, ai bimbi seduti intorno al «Prato dell’armonia», insieme all’assessore. Il percorso si snoda nel dorato «labirinto dove non ci perde ma ci si trova». Anzi, ci si incontra al centro, per scambiarsi un gesto di affetto. Una bimba ricciolina con gli occhi sgranati lo fa due volte. E questo gesto rende l’idea, meglio di tante parole, dell’incanto, dello stupore e della serenità che si respira nel giardino. I bambini vengono invitati da una «fatina» a sedersi sul tappeto, per ascoltare la fiaba della quotidianità: «Nella casa piccina è mattina, è bello aprire un occhiolino e svegliarsi con un bacino». Poi fanno il girotondo intorno all’«aiuola dove si può ascoltare ed essere ascoltati» e gettano un sassolino dorato nella «fontana dei desideri».
Alla fine lo «scrigno dei diritti»: ogni bambino ne sceglie uno, quello che preferisce e lo appende all’albero «dei diritti di tutti giorni». I diritti più scelti? Forse proprio quelli più spesso trascurati come il «diritto a essere ascoltati», primo in classifica, quello «a essere coccolati», e il «diritto alla tranquillità». Mentre le sopracciglia dei genitori si incrinano. Il giardino «funziona». Impressione confermata anche dagli ideatori del percorso, che osservano: «I bambini che sono venuti oggi era molto concentrati e compresi nel ruolo. Il fatto che la maggioranza abbia scelto il «diritto alla tranquillità» testimonia una forte esigenza di venire rispettati nei propri spazi, mentali e fisici, dagli adulti che tendono a invaderli, forse troppo spesso». «È molto bello - commenta Bruno Simini - vedere come i bambini riescono a calarsi in questa atmosfera di magia, dove il tempo è dilatato, e vedere i genitori costretti, per una volta, ad adattarsi ai ritmi dei loro figli e non viceversa».