Bambini imbavagliati, indagata l’insegnante

Accusata di aver tappato la bocca dei piccoli con lo scotch. Alcuni genitori la difendono. Sopralluogo dei carabinieri

Patricia Tagliaferri

da Roma

Non tutti i genitori le danno addosso. Non tutti la vorrebbero già condannata e allontanata dalla scuola. Qualcuno la difende, o perlomeno vuole aspettare l’esito dell’indagine, prima di crocifiggerla. E l’inchiesta ora è entrata davvero nel vivo: la maestra della scuola materna Maurizio Poggiali di Roma, accusata di aver imbavagliato e legato con lo scotch alcuni bambini della sezione C per farli tacere, è stata iscritta nel registro degli indagati della Procura di Roma per maltrattamenti nei confronti di minorenni. Ad occuparsi di lei saranno il procuratore aggiunto Maria Cordova e i sostituti Antonella Nespola e Mirella Cervadoro, che hanno delegato gli accertamenti ai carabinieri, i quali ieri hanno effettuato un sopralluogo di circa un’ora nell’istituto.
In mattinata era toccato agli investigatori della Mobile dare il via agli interrogatori, con l’audizione di una ventina di persone, tra cui i genitori che hanno presentato l’esposto contro la maestra. In realtà le denunce finite sul tavolo dei magistrati sono due: la prima, presentata alla fine di ottobre da Telefono Azzurro - in cui si faceva riferimento ad una telefonata da parte di una persona sconosciuta che avrebbe fornito false generalità e dunque ritenuta anonima - era piuttosto generica e priva di dettagli che consentissero agli inquirenti di identificare la scuola; nella seconda, invece, depositata lunedì in Procura e firmata da 17 genitori, si segnalano più episodi di maltrattamenti subiti dai piccoli alunni e si danno indicazioni precise sia sulla scuola di via Benedetto Croce che sulla presunta responsabile. A convincere i papà e le mamme che la questione non fosse da trascurare, sarebbe stato anche il responso della psicologa della scuola al termine di un lungo incontro con i genitori e la direttrice dell’istituto per discutere della vicenda: l’esperta avrebbe stabilito che quelle dei bimbi non erano fantasie o episodi ingigantiti, ma «verosimilmente la verità». «Alla fine di quell’incontro - racconta un genitore - la direttrice ci rassicurò che erano in corso azioni per sospendere la maestra in via cautelativa. Solo quando l’insegnante, dopo un periodo di malattia, lunedì è tornata in classe, alcuni dei 17 firmatari hanno fatto denuncia in Procura. Tre coppie in particolare hanno preso molto sul serio la cosa, ma molti non sono d’accordo su un’eccessiva criminalizzazione della maestra. Chiediamo solo che sia spostata a compiti amministrativi». La diretta interessata, che qualcuno dice di aver visto «piangere come una disperata nei giorni scorsi», non si dà per vinta e attraverso i suoi legali «respinge fermamente ogni accusa in quanto frutto di fantasiose e calunniose invenzioni di alcuni genitori». Gli avvocati Alessandro Vannucci e Bartolo Spallina preannunciano anche la presentazione di una denuncia-querela nei confronti di coloro che hanno raccontato fatti ritenuti non veri dall’indagata. Sarebbe stata la maestra stessa, spiegano i difensori, a sollecitare un’ispezione appena venuta a conoscenza delle accuse che le venivano rivolte. Poi la situazione è precipitata, è arrivata l’inchiesta della magistratura e ora gli ispettori del ministero dell’Istruzione, che ieri hanno ascoltato la direttrice dell’istituto.