Bambini scomparsi nell'oblio, quanti casi da Angela Celentano a Maddie

Ecco i dossier più eclatanti. Come le gemelline Schepp, fatte sparire dal padre suicida. O Denise Pipitone, di cui non si ha più traccia: la sorellastra della madre è stata assolta in primo grado. E Scotland Yard chiude le indagini su Maddie

Le speranze di ritrovare Maddie McCann, la bambina britannica sparita in Portogallo, ormai sono vicine allo zero. Nei giorni scorsi l'ex capo della squadra John O'Connor avrebbe detto a Scotland Yard che a questo punto, a distanza di otto anni e dopo 11 milioni di sterline spese invano, è il caso di abbandonare le ricerche. «Non si può continuare a dare la caccia alle ombre», avrebbe detto O'Connor a un giornale britannico, soprattutto se si pensa che - a suo dire - le prove del rapimento della piccola di 3 anni sono state inquinate in modo irrimediabile dalla polizia portoghese nelle ore successive alla scomparsa, e questo ha reso tutto più difficile.

Il mensile «Crimen» curato da Edoardo Montolli (guarda qui) in questi giorni in edicola ha ricostruito la vicenda: «Aveva solo 3 anni la piccola bambina inglese Madeleine Beth McCann, detta Maddie, quando sparì il 3 maggio 2007. Si trovava con papà e mamma nel villaggio vacanze di Praia da Luz, in Algarve (Portogallo). Scotland Yard interrogò anche due pedofili detenuti in Scozia e condannati già a 30 e 26 anni di prigione, Charles O' Neill, 48 anni, e William Lauchlan, 34 anni, e visti spesso in Portogallo fin dal 2006. Kate McCann, mamma di Maddie, ha scritto un libro sulla vicenda per raccogliere i fondi per far riprendere le ricerche. E ha denunciato per diffamazione l'ex ispettore di polizia portoghese Gonalo Amaral, che in un volume accusò i genitori di aver occultato il corpo della bimba per coprire un incidente domestico colposo. Il processo è appena iniziato. A giugno si è scavato per 60mila metri intorno al resort delle vacanze per verificare se qualcuno l'avesse sepolta lì».

In Gran Bretagna sono 155 i bambini scomparsi. Una cifra mostruosa, ma niente in confronto ai dati che il mensile «Crimen» ha ottenuto dal Viminale. In Italia solo dal maggio 2009 ad aprile 2015 il numero 116.000 ha gestito 610 casi di bambini spariti: «Le ultime cifre diffuse dal commissario straordinario del Viminale Vittorio Piscitelli - scrive Edoardo Montolli su «Crimen» - sostengono che dal 1974 al 2014, sarebbero scomparsi 15.117 minori, 13.489 dei quali stranieri in Italia». Secondo Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro «Ogni anno nel mondo spariscono 8 milioni di bambini, 270mila in Europa cioè uno ogni due minuti. Sono poco più di mille gli italiani spariti nel nulla negli ultimi quarant'anni e di cui si sono occupati i giornali.

Come Sandra Sandri, scomparsa nel nulla a undici anni nel 1975, su cui la Procura di Bologna ha riaperto il caso. O come Sebastiano Notarnicola, rapito a cinque mesi da una donna che aveva avuto due gravidanze isteriche e ritrovato all'età di 12 anni. «È la speranza di tutti i genitori che si sono visti portar via i figli - ha detto la conduttrice di «Chi l'ha visto» Federica Sciarelli a Manuel Montero di «Crimen» - anche Piera Maggio, la madre di Denise Pipitone, che è convinta che la figlia sia viva, si chiede sempre se un domani, ritrovandola, Denise la riconoscerà. I genitori di Angela Celentano hanno aperto un sito internet in tutte le lingue in cui hanno pubblicato non solo le foto della bambina, ma anche della stanza, dei colori, perché magari si possa riconoscere».

A volte le piccole finiscono nelle mani di predatori sessuali che le tengono prigioniere come nel caso di Ariel Castro, che nella sua casa di Cleveland, rinchiuse e incatenate, tenne, picchiò e stuprato per anni tre ragazze, Gina DeJesus, rapita nel 2004 a 14 anni, Amanda Berry, svanita nel 2003 all'età di 17 e Michelle Knight, scomparsa nel 2002, a 21. E come dimenticare la storia della bimba viennese Natascha Kampusch, trascinata su un furgone all'età di 10 anni da Wolfang Priklopil nel 1998 e rimasta otto anni segregata in una stanza ricavata sotto il garage del suo aguzzino, nascosta da una porta blindata e da un armadio fino alla fuga, il 23 agosto del 2006.

Ma a che punto sono le indagini sui casi più scottanti? Denise Pipitone è sparita nel nulla il primo settembre 2004 da Mazara del Vallo: quattro anni ancora da compiere, sta giocando con il cuginetto sotto casa, in via La Bruna. Il 2 ottobre arriverà la sentenza d'appello nei confronti della sorellastra Jessica Pulizzi, imputata di concorso in sequestro ma assolta in primo grado. La donna, come ricostruisce il mensile, pare nutrisse risentimento verso Piera Maggio. In un'intercettazione sembra dire alla madre «io a casa c'ha purtai» («L'ho portata a casa»). Che si riferisse a Denise? «Non voglio le condanne di nessuno - dice la Maggio - ma mi devono dire dove è Denise. E lo voglio sapere prima di morire».

Angela Celentano è stata inghiottita dal monte Faito a 3 anni, il 10 agosto 1996 mentre era in gita con papà, mamma e altre 40 persone della Comunità Evangelica di Vico Equense (Napoli). Dopo anni di oblio nel 2010 ai Celentano arrivano delle mail dal Messico di certa Celeste Ruiz, che sostiene di essere Angela. «Ci sono pure delle foto - ricorda il mensile - Le somiglia. Dirà poi di non voler più essere cercata. Il caso si riapre. Ma anche questa pista si raffredda: a mandarle sarebbe stato Josè Manuel Vazquez Valle, psicologo, figlio di una precedente relazione di Norma, moglie di Cristino Ruiz. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata prova ad andare a fondo: perché lo ha fatto? Il caso resta aperto».

Ha commosso l'Italia infine il caso assai più recente dellee gemelle Livia e Alessia Schepp, scomparse da Saint Sulpice, a 5 km da Losanna, il 30 gennaio 2011. Le cercano all'inizio le forze dell'ordine di Francia, Svizzera e Italia dopo che il padre Matthias che le aveva con sé, sconvolto dalla separazione, si era suicidato gettandosi sotto un treno a Cerignola in Puglia il 4 febbraio. «In una lettera a "Chi l'ha visto?" - scrive il giornalista di "Crimen" Manuel Montero - un uomo sostiene di essere il tipografo che ha stampato i loro passaporti falsi: significherebbe che il padre non le ha uccise, come si sospetta, ma che siano ancora vive». Un altro mistero che al momento non trova soluzione.

Commenti

Maver

Gio, 03/09/2015 - 18:36

Questi fatti sono così sconvolgenti che non si trovano le parole. Recuperando un minimo di freddezza mi sento di dire che occorre introdurre la pena capitale (unico caso) per quanti negano l'infanzia o si spingono sino alle peggiori bestialità come: l'abuso di queste creature innocenti o la predazione di organi. Non è un cedimento al sentimento della vendetta (che potrebbe anche avere una sua dignità), ma è l'unico deterrente possibile. Si creino centri appositi ove gl'individui malati possano spontaneamente denunciare le loro inclinazioni (nel qual caso riceveranno necessario supporto psichiatrico), ma coi recidivi ostinati non può esservi alcun cedimento: devono essere soppressi. Un'imperativo etico per ogni società che si dica civile.