«Bambini, solo 180 affidi» Il Comune punta al raddoppio

In arrivo una campagna di sensibilizzazione. L’assessore Moioli: «Aiuti per le famiglie disponibili»

Ci sono bambini che avrebbero bisogno di una famiglia. Vera. Perché quella che hanno non è in grado di aiutarli a crescere. Ci sono bambini costretti a vivere nelle comunità perché a Milano le famiglie disposte ad aprire la porta della propria casa per accoglierli sono poche. «Troppo poche», conferma l’assessore ai Servizi Sociali Mariolina Moioli.
Così è nata l’idea di promuovere una campagna per sensibilizzare i milanesi sul tema degli affidi familiari. Attraverso spot televisivi e radiofonici, ma anche manifesti e materiale informativo distribuito nei centri commerciali, il Comune di Milano ha deciso di scendere in campo. «Attualmente sono solo 180 gli affidi in corso - spiega l’assessore -. In un anno contiamo almeno di raddoppiare il numero». Sono circa 1.500 i minori tolti alle famiglie e affidati alle comunità alloggio. Per moltissimi di loro poter vivere in una casa con una mamma e un papà e magari anche in mezzo a fratelli «a noleggio», sarebbe fondamentale per riuscire a superare i traumi e le difficoltà di un periodo così difficile. Ma purtroppo sono sempre meno le famiglie milanesi disposte a fare l’esperienza dell’affido. «Un’esperienza temporanea di aiuto nei confronti di un bambino o di un ragazzo che sta attraversando un momento di bisogno - spiega Mariolina Moioli -. Ma supportato dal Comune e dalla Asl». Dal 1982 ad oggi sono 1.589 i minori che hanno usufruito di questo intervento di aiuto. La tipologia degli affidi è differenziata. Si può prendere in carico un bambino a tempo pieno, ma anche solo per le vacanze o per i fine settimana. Circa l’87 per cento dei minori per i quali è stato progettato un intervento di affido è soggetto di provvedimento da parte del Tribunale dei Minori. Il 63 per cento prima di iniziare l’affido si trova in comunità. Uno su tre è di nazionalità straniera.
Chi può diventare famiglia affidataria? Tutte le coppie, con o senza figli, sposate o conviventi. Ma anche single che si rendono disponibili ad accogliere educare e aiutare un minore in difficoltà accompagnandolo per un tratto della sua vita. Il periodo di affido, infatti, dura un massimo di 24 mesi, tempo che può essere prolungato dal Tribunale dei minori se il rientro nella famiglia d’origine comportasse pregiudizio per il minore. I bambini in difficoltà a Milano sono tanti. Alcuni sono tolti alle famiglie d’origine per aver subito abusi o maltrattamenti, altri per un problema di povertà, altri ancora perché arrivano a Milano attraverso la rete dell’immigrazione clandestina senza una famiglia. Le persone interessate ad un maggior approfondimento possono chiamare i numeri 02.88463012 oppure 02.88463013 (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14 al 17). Saranno invitate ad un incontro informativo condotto da un assistente sociale e da uno psicologo che illustreranno l’affido familiare, le sue caratteristiche e la sua finalità. «L’affido è un’esperienza impegnativa di solidarietà - ha concluso l’assessore - che ha come fine quello di restituire il minore affidato alla sua famiglia d’origine».