Bambini uniti dall’arte tra Italia e Israele

L’arte e i bambini uniti dalla creatività e dall’insegnamento alla tolleranza, che oltrepassa distanze di ogni tipo. È questo il messaggio lanciato da «Friendly Bridges, Ponti d'amicizia» la rassegna dei lavori realizzati dai ragazzi di Mus-e Italia e Mus-e Israele, in mostra alla Fondazione Edoardo Garrone in via San Luca. Cento disegni per costruire un ponte tra i due paesi attraverso lo sguardo dei bambini. «Un ponte fatto di carta scritta, disegnata, colorata, di foto dell'ambiente in cui vivono e di ricette gastronomiche del proprio territorio. Testimonianze con le quali i bimbi di Mus-e si raccontano e scoprono le diversità, ma anche ciò che li accomuna» spiega la coordinatrice nazionale di Mus-e Italia Anna Maria Guglielmino, che insieme a Rita Costato Costantini ha dato vita al progetto, attivato nell’anno scolastico 2009-10 in sette città italiane e in sette classi israeliane. Obiettivo da raggiungere: scambiare gli elaborati tra le due sponde del Mediterraneo. A maggio, i materiali dei bimbi delle sedi Mus-e di Genova, Chiavari, Savona, Arezzo, Bologna, Palermo e Reggio Emilia sono arrivati nelle scuole di Tel Aviv e di Jaffa dove sono stati interpretati e rielaborati rispondendo ai loro coetanei italiani. Frutto di questo scambio è stata la mostra tenuta al Peres Peace Center di Jaffa, dove gli alunni israeliani hanno accolto una rappresentanza di Mus-e Italia con canti e danze italiane. «La Fondazione Garrone si inserisce all’interno del progetto per motivi logistici, perché sede della mostra - ha dichiarato Paolo Corradi segretario generale di Mus-e Italia Onlus, la cui presidenza spetta a Riccardo Garrone -, e poi perché la Fondazione ha tra i suoi progetti più importanti, proprio quella di Mus-e Italia che gestiamo nell'ambito del sociale». Una logica d'identità e di impegno dunque, che coinvolge complessivamente 32 città, 15mila bambini e 340 artisti, tra cui molti insegnanti. «Un grosso contributo arriva da Genova con i suoi numeri che la vedono seconda solo a Torino. Ma è l'intera regione a dare prova di una passione per Mus-e mantenuta nel tempo da privati e non da soldi pubblici».