«Un bambino è stato ucciso per un reality»

da Roma

«A Genova è stato ucciso un bambino per un reality show»: così ha commentato Giuliano Ferrara, promotore della lista elettorale «Aborto? No grazie» la vicenda legata al suicidio di un ginecologo per gli aborti clandestini che praticava nel suo studio di Genova. Manifesti con questo slogan (che fa riferimento alle donne coinvolte, tra cui pare ci sia un volto noto del mondo dello spettacolo) sono stati affissi già ieri sera in diverse città italiane e la frase sarà anche il titolo del Foglio in edicola oggi. «Hanno tentato di dire che si è suicidato per quel rompiscatole di Ferrara. Poi è venuta fuori la verità», ha detto in una conferenza stampa nella sede del Foglio.
Ma non solo, Ferrara insiste sulle frasi choc e aggiunge: «Sulle porte delle cliniche abortiste dovrebbe esserci lo slogan: "Abort macht frei", così come all'ingresso del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau c’era scritto "Arbeit macht frei": il collegamento tra la libertà individuale e l’aborto moralmente indifferente».
«Il ministro Pollastrini - ha affermato Ferrara - ha provato a insinuare che il suicidio del medico dipendesse dal clima della mia campagna, come già era avvenuto a Napoli. Ma non sono io, è l'aborto che crea senso di colpa». Istantanea la replica della Pollastrini: «Evocare il nazismo e la scritta dei lager! A che punto si può arrivare per la propaganda...». Barbara Pollastrini si dice amaramente colpita dall’ultima sortita di Giuliano Ferrara. «Le parole pesano - aggiunge la ministra per i Diritti e le pari opportunità - e la politica ha anche il dovere di restituire un’etica ai linguaggi, alle battute. Ma io non sto al gioco di chi vuole alzare i toni, magari per rilanciare una lista che ha poca speranza di ottenere un qualche risultato». «Le stesse cronache genovesi - continua il direttore del Foglio - raccontano di una donna che ha abortito perché ha rotto il fidanzamento».
Ferrara ha poi parlato delle elezioni politiche: «Avremo due milioni di voti e 30 deputati alla Camera - afferma il promotore della lista «Aborto, no grazie» - con i quali porteremo in Parlamento questioni politiche vere».