Il bamboccio è vecchio Arriva dal XIII secolo

Bamboccione, espressione resa celeberrima da Tommaso Padoa-Schioppa che nella sua funzione di ministro delle Finanze dichiarò, in un’audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato (5 ottobre 2007): «La misura interessante per i giovani è quella, come io dico, di mandare i bamboccioni fuori di casa». Inevitabili le ire, più che giustificate, dei giovani della generazione «mille euro» verso il ministro dell’ex governo di centrosinistra e un gran clamore mediatico. Il termine, però, aveva già avuto una sua notorietà “poetica” a partire da una canzone di Fabrizio de André, «La città vecchia» che recitava a proposito di vecchi professori e donnine allegre: «dilapiderai mezza pensione/ diecimila lire per sentirti dire “micio bello e bamboccione”». Quanto all’etimo: è il superlativo di Bamboccio, termine che secondo i linguisti, deriva dal duecentesco «bambo», vocabolo onomatopeico con la stessa radice, e lo stesso significato, di bambino. L’«occio» finale dovrebbe invece aggiungere il significato di grassoccio e florido. Solo in seguito si è aggiunto il senso di tontolone che non cresce.