Una «banca» per gli affari del dragone

Un vero istituto di credito, ma clandestino, per soli cinesi. È quanto hanno scoperto nel luglio del 2005 i militari della Guardia di Finanza. Un’agenzia dalle molteplici attività: si occupava non solo di operazioni bancarie ma anche di trasferimenti di capitali e di concessione dei mutui. Tutto perfettamente funzionante. E il giro di affari che registrava la banca del Dragone è quasi da non credere: 40 milioni di euro.
Le Fiamme Gialle, durante un blitz, ha chiuso il super-sportello di Chinatown e ha sequestrato libretti di deposito e titoli. Tra le accuse: l’esercizio abusivo della mediazione creditizia, l’attività bancaria abusiva e l’omesso controllo in atti bancari e finanziari.