Banca Carige: 2010 positivo «Il 2011? Sarà un anno duro»

Occhi puntati al termometro dell’economia che per quanto riguarda i mercati finanziari segnala uno stato di salute stabile. Tra gli indicatori c’è anche il bilancio di Banca Carige che chiuderà il 2010 con un bilancio in linea a quello dell’anno precedente. Lo ha annunciato ieri a Genova, durante l’assemblea ordinaria e straordinaria degli azionisti, il direttore generale dell’istituto di credito, Ennio La Monica. «Chiuderemo il 2010 in linea con l’esercizio precedente, forse qualche cosina in meno», ha dichiarato La Monica. «Quello del 2010 - ha aggiunto il dg di Banca Carige - è un buon bilancio: abbiamo migliorato sia la raccolta sia gli impieghi in aziende locali». Restano però le incertezze, a livello generale, legate al 2011. Per La Monica sarà infatti un anno «molto complicato, perché non si è ancora usciti completamente dalla recessione, e anche sul fronte delle imprese qualche problema ci sarà. Ci aspettiamo un anno molto duro». Al termine dell’assemblea, è stata ratificata la nomina a membro del Consiglio di Amministrazione di Marco Simeon, direttore delle relazioni istituzionali e internazionali della Rai, che era già stato cooptato dal Cda, in sostituzione di Pietro Isnardi, durante la seduta dello scorso 18 ottobre.
Il presidente del Gruppo carige, Giovanni Berneschi, ha poi annunciato che il piano industriale triennale del gruppo Carige sarà pronto entro la prossima primavera. «Il piano industriale - ha affermato - è quasi pronto. Non viviamo certo alla giornata: quello che dobbiamo fare l’abbiamo bene in testa». Poi le previsioni, non rosee. «Il 2011 lo vedo peggio del 2010, non per la banca, ma per la situazione economica - ha detto il numero uno di Carige - Questa continua polemica politica fa perdere di vista i veri problemi: sarà un anno complicato».
L’assemblea degli azionisti di Banca Carige ha approvato infine la deroga nel proprio statuto alla cosiddetta «passivity rule», che permetterà al Cda di compiere atti in difesa della società per contrastare eventuali Opa, anche senza l’autorizzazione dell’assemblea. «Siamo la prima banca italiana ad adottare questa misura, ma oggi come oggi è impossibile che possa servire», ha sottolineato il presidente Giovanni Berneschi, rivolgendosi agli azionisti. Secondo Berneschi, infatti, nonostante la modifica allo statuto appena apportata, per l’istituto di credito genovese allo stato attuale non esisterebbe alcun pericolo di scalata.