Banca Carige non risente della crisi in atto

Il progetto di bilancio di Banca Carige è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione. Il direttore generale Alfredo Sanguinetto illustra in questa intervista i passaggi più significativi dello stesso bilancio 2008.
Direttore, qual è il punto di vista di Carige sull'attuale crisi economica e finanziaria?
«Il momento che stiamo vivendo è di una gravità senza precedenti, ma l'economia italiana riuscirà a riprendersi, anche in virtù del fatto che il suo tessuto produttivo è costituito in larga parte da piccole e medie imprese, che hanno una flessibilità e una capacità di reazione impensabili per le grandi multinazionali. Inoltre, gli italiani sono tradizionalmente un popolo di risparmiatori, che agiscono in maniera oculata e prudente. Prova ne sia che in questo momento di difficoltà generalizzata la propensione al risparmio sta crescendo, in una banca come la nostra i depositi aumentano di diversi milioni al giorno».
Che prospettive di ripresa intravede in questo 2009?
«Purtroppo, a mio parere, la crisi non ha ancora manifestato appieno tutti i suoi effetti, soprattutto per quanto attiene l'economia reale. Di ripresa se ne riparlerà non prima del 2010. Le politiche messe in atto da Gran Bretagna e Usa per sostenere le imprese, attraverso la creazione di nuova moneta, potranno forse contribuire ad abbreviare la crisi. Una volta finito questo periodo di sofferenza tornerà però, secondo me, a riaffacciarsi prepotentemente l'inflazione, che aiuterà a ripianare i debiti ma, dall'altro lato, falcidierà i risparmi».
Qual è la sua opinione sulla capacità di tenuta dell'economia ligure.
«La vera ancora di salvezza e il vero volano per la rinascita della Liguria sono le tre grandi opere infrastrutturali a cui occorrerà al più presto dare avvio: il terzo valico, la gronda di ponente e il parco scientifico-tecnologico degli Erzelli. Tali realizzazioni sono vitali per lo sviluppo economico della regione. Soprattutto il terzo valico potrà essere un vero punto di ripartenza.
Ma ora parliamo di Carige. Il CdA ha approvato il progetto di bilancio 2008 e i risultati sono lusinghieri...
«La nostra banca ha sempre interpretato la propria missione in termini di forte legame con il territorio e con i propri clienti e i risultati sino ad ora ottenuti ci hanno premiato: siamo una banca solida e continuiamo a garantire buone performance reddituali. I risultati definitivi del 2008, infatti, pur nel perdurare del contesto economico-finanziario difficile di cui parlavamo prima, sono ancora in crescita, con uno sviluppo delle masse intermediate e un utile netto della Capogruppo di 223,5 milioni di euro (+6,4% rispetto al 2007). Anche le previsioni di dividendo sono state confermate (€ 0,080 per azione, invariato rispetto all'esercizio precedente) e la sua distribuzione avverrà in contanti. In questo senso possiamo senz'altro dire di essere una banca controcorrente, che contrasta la crisi e che vede così premiata la sua innata prudenza. In tempi di profonda instabilità dei mercati, Banca Carige si presenta come una delle realtà più affidabili del panorama creditizio nazionale. Siamo una delle più patrimonializzate. I nostri coefficienti di vigilanza sono su livelli significativamente superiori a quelli richiesti dalla normativa e tra i migliori del sistema. Altra garanzia di sicurezza è la buona liquidità di Banca Carige la cui principale fonte di finanziamento è costituita dai risparmi della propria clientela (depositi e obbligazioni). Questo a conferma del fatto che Banca Carige è rimasta legata all'attività bancaria tradizionale, cioè quella di raccogliere denaro dalle famiglie e di prestarlo alle imprese che a loro volta creano sviluppo. Non siamo mai stati attratti, infatti, dalle lusinghe dei facili guadagni attraverso la c.d. “finanza creativa”. A livello consolidato, anche gli impieghi all'economia hanno registrato una crescita del 20,8% (21,1 miliardi) e il risparmio raccolto dalla clientela è cresciuto del 14,6% (43,1 miliardi). La crescita dei volumi ha sostenuto una rilevante espansione anche del margine di intermediazione che si è attestato a € 1030,6 milioni (+6,4%).
Il sistema delle Piccole medie imprese segnala crescenti problemi di carenza di liquidità e sempre più elevate difficoltà nella concessione del credito. Qual è la politica di Carige al riguardo?
«Banca Carige non ha mai operato alcuna restrizione nella concessione del credito. La nostra robusta situazione patrimoniale e di liquidità ci ha consentito di mantenere aperti i rubinetti dell'erogazione creditizia. Certo, la situazione recessiva dell'economia impone di operare una maggior selezione del rischio ma ciò non implica restringere il credito a disposizione dei soggetti che lo meritano. Occorre distinguere tra credit crunch (stretta del credito) e selezione del credito: quest'ultima intesa come una corretta attività di valutazione delle iniziative meritevoli di finanziamento consente di promuovere investimenti che poggiano su robuste previsioni di ritorno economico, con positivi benefici in termini di corretta allocazione delle risorse. Il problema oggi è che sono le imprese a non investire, la domanda di fondi per investimenti fissi è al minimo dal 2003. Il ricorso al credito è sempre più spesso legato ad esigenze di ristrutturazione del passivo piuttosto che a sostegno della crescita dell'impresa».
Direttore, questo è un invito a nozze per le piccole e medie imprese...
«Noi siamo ben favorevoli e disposti ad accogliere una “sana” domanda di credito, legata a piani credibili di investimento e sviluppo. La banca deve divenire sempre più un partner dell'imprenditore, un consulente anche nelle scelte imprenditoriali. Vanno attentamente valutate le minacce e le opportunità che attengono ciascun settore di attività. Diverso è il caso di un'impresa che attraversa una crisi contingente, magari per temporanea carenza di liquidità, da quello di un'impresa attanagliata da una crisi strutturale per mancanza di fattori competitivi o per assenza di prospettive nello specifico mercato di riferimento. Ma anche in quest'ultimo caso, Carige è disponibile a sostenere l'imprenditore».
Per le famiglie e i risparmiatori in generale ha qualche consiglio?
«La prospettiva di una ripresa della dinamica dei prezzi consiglierebbe di rivolgersi a prodotti legati all'inflazione. Ma, in questi momenti di estrema volatilità e incertezza, suggerisco soprattutto di affidarsi ai consigli di consulenti esperti, il fai-da-te può essere molto rischioso. In quest'ottica Banca Carige ha appena creato una nuova struttura per potenziare il proprio servizio di private banking. Per rispondere in maniera ancora più incisiva ed efficace alla precarietà che risparmiatori avvertono in questo fase di mercato così particolare, abbiamo creato una vera e propria divisione organizzativa focalizzata sulla gestione della relazione con il cliente. Ciò significa che intendiamo porre a servizio dei nostri clienti una squadra ben nutrita di professionisti, sempre più preparati e sempre più qualificati, che diverranno un punto di riferimento costante».