Banca d’Italia: rallenta la crescita dei derivati

da Milano

Rallenta nella seconda metà del 2004 la crescita dei prodotti finanziari derivati sul mercato italiano. È il risultato che emerge dalla rilevazione semestrale della Banca d’Italia, presentata ieri. Alla fine dello scorso anno il valore nominale dei contratti derivati Otc (Over-the-counter) su cambi, tassi d’interesse, azioni e merci era di 5.285,3 miliardi di dollari in crescita del 5,7% rispetto alla fine di giugno (4.999,3 miliardi). «La crescita - spiega la Banca d’Italia - è più lenta rispetto a quella registrata per il complesso dei Paesi del G-10, che hanno segnato un più 13%. Il valore nozionale dei contratti in essere presso le banche italiane rappresenta ancora una piccola proporzione dell’intero campione dei Paesi del G-10 (più 2,1%)». I contratti sui tassi d’interesse (4.905 miliardi sui 5.285 miliardi di dollari complessivi) hanno mostrato andamenti diversi a seconda dello strumento utilizzato. In particolare gli Swap, i più importanti per consistenza, sono diminuiti del 9% rispetto al primo semestre dell’anno, mentre i Fra (Forward rate agreements) sono aumentati del 2%. I derivati su tassi di cambio, secondo comparto per importanza, hanno segnato un rialzo del 6%. Gli scambi di derivati avvengono soprattutto con controparti finanziarie. Le controparti non finanziarie invece, come le imprese, assorbono il 13% dei contratti sui cambi in essere in Italia e il 16% dei derivati su azioni. La rilevazione, effettuata in tutti i Paesi del G-10, è stata realizzata sotto l’egida dei governatori delle banche centrali.