La Banca degli occhi Melvin Jones

Centottanta piccoli miracoli, 180 persone che in un solo anno hanno potuto riavere il dono prezioso della vista. È questo il risultato più significativo dell'attività del distretto 108 Ia2 del Lions Club che grazie alla Banca degli occhi Melvin Jones, che opera a Genova ed è una delle banche certificate in tutta Italia, ha permesso nel 2006 a 180 non vedenti di riacquistare il dono più prezioso.
«La Banca - spiega il Governatore Giancarlo Sartoris, eletto lo scorso maggio - permette di raccogliere le cornee spiantate in tutta la Regione mettendole rapidamente a disposizione di coloro che ne hanno bisogno».
Un'attività che si articola in tante, tantissime iniziative, dalla campagna, internazionale, Sight First II contro la cecità nel mondo che promuove lo sviluppo di servizi oculistici e il controllo di malattie come la cataratta, il tracoma o la cecità da fiume, alle singole manifestazioni portate avanti dalle province.
A Genova, per fare solo alcuni esempi, sono stati forniti libri «parlanti», cd e cassette ai non vedenti, sono stati avviati screening gratuiti ed è stata fornita assistenza medica a ragazzi abbandonati. In provincia di Alessandria invece i Lions si dedicano all'assistenza di persone portatori di handicap, organizzano poi paraolimpiadi, gite con assistenza al mare e in montagna e conferenze di approfondimento su temi importanti e difficili come l'alcolismo.
Attività che hanno coinvolto anche La Spezia dove l'attività del Club prevede la realizzazione di un istituto per diversamente abili, l'assistenza a ragazze madri grazie al programma «Dopo di noi» e lo screening medico per bambini e anziani.
Ma questi sono solo alcuni esempi di un'attività che, da anni, si interessa di tutti gli aspetti del sociale, della cultura e della salute. «Il Lionismo è, a mio modo di vedere - spiega Sartoris - un bene al quale l'umanità non può rinunciare, chiamiamolo solidarietà, amore per gli altri o in mille altri modi. Un associazione che opera per fare del bene al prossimo non può e non deve avere traguardi finali, conclusivi, ma solo tappe di un lungo cammino».
Parte da questi presupposti l'opera continua dei 57 Club del distretto (trentuno dei quali a Genova, alcuni, come il Genova Host e il Pegli con una storia di più di cinquant'anni alle spalle), che si impegnano per sviluppare e portare avanti programmi fissati all'inizio dell'anno sociale e che consistono nel rinnovamento del club, nell'intervento a favore dei non vedenti, e nel sostegno, non solo in Italia ma anche all'estero, specialmente in Africa, delle persone che vivono in situazione di forte indigenza o povertà, e ancora, nell'aiuto alla formazione dei giovani, speranza per il futuro.
«Genova certo ha ancora tanta strada da fare, nonostante i suoi mille iscritti - conclude Sartoris - i Lions genovesi non sono ancora completamente seguiti. Basta pensare che la nostra è l'unica città a non avere ancora, con l'aiuto delle autorità, una sede distrettuale. Abbiamo bisogno di una maggiore visibilità e presenza anche se questo è, talvolta, contrario al principio dei Lions di operare in umiltà».
Una visibilità che serve anche per poter continuare il proprio lavoro di assistenza e solidarietà, il programma prevede infatti anche la realizzazione di oltre 200 centri sanitari per il controllo delle malattie della vista. Per questo i ventimila Club Lions, chiedono un aiuto a tutti per raggiungere quei 64 milioni che servirebbero a realizzare tutti gli obiettivi fissati. Tutti hanno la possibilità di collaborare, ad esempio il prossimo 8 gennaio assistendo al Politeama Genovese allo spettacolo della Baistrocchi il cui incasso verrà devoluto alle attività dei Lions per l'assistenza al Terzo Mondo.