Banca d'Italia: "Cresce il deficit" Padoa-Schioppa: "Tasse giù, non ora"

Via Nazionale comunica le cifre sul debito pubblico che, nel 2006, è salito al 106,8% del pil, crescendo rispetto al 2005. Passivo delle amministrazioni pubbliche: 1,6 miliardi di euro. Il ministro dell'Economia: "Potremo pensare di abbassare le imposte solo quando avremo dati certi che ora non abbiamo"

Roma - Il debito delle amministrazioni pubbliche è cresciuto l'anno scorso a 106,8% del prodotto interno lordo rispetto al 106,2% del 2005. Lo dice una nota di Banca d'Italia. Il passivo delle amministrazioni pubbliche "calcolato in coerenza con i criteri metodologici definiti dal Trattato dell'Unione europea" risulta pari a 1.575.346 milioni di euro. "Alla crescita hanno contribuito il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche, l'aumento delle attività detenute dal Tesoro presso la Banca d'Italia e l'emissione di titoli sotto la pari" dice la nota.

Le cifre Nel dettaglio il fabbisogno della pubblica amministrazione risulta pari a 54,727 miliardi, mentre l'aumento dei depositi presso l'istituto centrale incide per 8,23 miliardi e le emissioni al di sotto della pari "hanno comportato un aumento del debito superiore al fabbisogno finanziato di 2,274 miliardi. L'apprezzamento dell'euro ha ridotto il valore delle passività denominate in valuta estera di 810 milioni" continua il comunicato. Quanto infine alla ripartizione tra centro e periferia, il debito delle amministrazioni centrali è cresciuto di 46.142 milioni a 1.467.237 milioni, con un'incidenza sul Pil in calo a 99,4% da 99,9%, in controtendenza rispetto al passivo delle amministrazioni locali, creciuto di 18.279 milioni a 108.054 milioni salendo a 7,3% da 6,3% sul Pil.

Padoa Schioppa Per abbassare la pressione fiscale "bisogna avere risultati certi" sul fronte della lotta contro l'evasione "ma per ora non li abbiamo: abbiamo solo la sensazione incoraggiante di un cambiamento positivo". Lo ha detto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. "Ancora non abbiamo i dati, ma abbiamo solo sensazioni incoraggianti di un cambiamento positivo". Ma assicura, "dobbiamo restituire al sistema economico il frutto della lotta all'evasione e chi pagava anche per gli evasori pagherà di meno". Il ministro ha osservato che è evidente che i risultati della lotta all'evasione fiscale andranno distribuiti tra i contribuenti. "Non so - ha aggiunto - se le stime sull'evasione fiscale, che fanno sia nel nostro Paese che da parte di altri organismi internazionali, sono giuste. Non abbiamo bisogno di accrescere la pressione fiscale di vari punti, la dobbiamo tenere dov'è o forse, addirittura diminuirla. Quindi - ha proseguito - dobbiamo restituire al sistema economico il frutto della lotta all'evasione. Il che vorrà dire che, alla fine, avremo pagato tutti perchè chi pagava anche per gli evasori pagherà di meno perchè gli evasori avranno cominciato a pagare di più".