La Banca europea alza dello 0,25% il costo del denaro

da Francoforte

La Bce aumenta per la settima volta consecutiva i tassi d’interesse dell’area euro, portandoli al massimo degli ultimi cinque anni, cioè dal novembre 2001. La decisione, ampiamente prevista dai mercati, fa salire il tasso centrale di rifinanziamento al sistema bancario al 3,75%, un quarto di punto sopra il precedente 3,50%. «La politica monetaria della Banca centrale europea - osserva il presidente Jean-Claude Trichet - è tendenzialmente accomodante, e i tassi restano moderati. La decisione - aggiunge il banchiere francese - contribuirà ad assicurare che le aspettative d’inflazione nella zona euro, a medio e lungo termine, rimangano solidamente ancorate a livelli coerenti con la stabilità dei prezzi». Parole che gli osservatori hanno giudicato non troppo da «falco». Così l’euro, pur molto forte, ha chiuso in lieve calo sul dollaro rispetto ai massimi toccati nei mercati europei.
Inflazione in calo. Il rialzo dei tassi avviene proprio nel momento in cui la Banca centrale europea modifica al ribasso le stime d’inflazione nell’area euro per l’anno in corso, dal precedente 2% all’1,8%. Una contraddizione che, nella visione dei banchieri centrali, è solo apparente. Le stesse previsioni parlano infatti di un aumento del tasso d’inflazione 2008 dall’1,9% al 2%, e la «regola» vuole che si intervenga con largo anticipo per bloccare i focolai d’inflazione prima che il fuoco divampi. Spiega difatti Trichet: «È necessario agire in modo fermo e tempestivo per assicurare la stabilità dei prezzi, e il Consiglio dei governatori monitorerà molto attentamente tutti gli sviluppi, in modo che i rischi sulla stabilità dei prezzi non si materializzino nel medio termine». Fra l’altro, la Bce sarà particolarmente attenta agli aumenti salariali legati ai rinnovi dei contratti di lavoro.
Eurolandia cresce bene. Lo scenario economico europeo 2007 resta favorevole: lo staff della Bce prevede una crescita media del 2,5% quest’anno e del 2,4% nel 2008. «Il rialzo dei tassi non danneggerà la ripresa dell’economia nell’area euro», commenta il presidente dell’Eurogruppo, il lussemburghese Jean-Claude Junker. Lo stesso Trichet parla di «scenario economico favorevole», mentre osserva che gli obiettivi di risanamento delle finanze pubbliche in alcuni Paesi di Eurolandia «non sono pienamente in linea con i criteri del nuovo Patto di stabilità e di crescita. Ci sono rischi di misure poco credibili - spiega - soprattutto sul fronte della spesa».