Per la Banca europea il caso Fazio è chiuso

Via Nazionale non commenta. Grillo (Fi): «Così finisce questo tormentone»

Gian Battista Bozzo

da Roma

Le procedure seguite dalla Banca d’Italia nei recenti casi di operazioni cross border - le Opa su Antonveneta da parte di Abn Amro e su Bnl dal Banco di Bilbao - si basano sulla legislazione italiana, che permette al governatore una discrezionalità ampia ma «non necessariamente in linea» con i princìpi e gli obiettivi dell’Unione europea.
La Banca centrale europea chiude così il «caso Fazio», riconoscendo che il governatore di Bankitalia ha agito nel rispetto della «cornice legale» italiana. Una cornice che tuttavia, secondo Francoforte, non è del tutto coerente con i princìpi del mercato unico europeo.
La dichiarazione resa nota ieri da Jean-Claude Trichet, a nome dell’intero Consiglio direttivo della banca, rappresenta «la conclusione del dialogo informale» con Bankitalia, iniziato mesi fa con la richiesta di spiegazioni da parte della Bce, a cui via Nazionale ha, via via, fornito risposta.
Il testo, riassunto dal presidente della Bce nella conferenza stampa di Francoforte, è suddiviso in sette punti. Vi si conferma «il pieno impegno del Consiglio ad assicurare l’integrazione finanziaria nell’Unione europea». Si chiarisce inoltre che la Bce non intende interferire nelle indagini della Commissione europea - «unica titolata a decidere se la fusioni bancarie siano compatibili col mercato unico» - e nell’inchiesta della magistratura italiana. La Banca centrale europea conclude che «le procedure seguite nei takeover bancari in Italia sono basate su una cornice legale che consente un grado di discrezionalità che può essere utilizzata un maniera non necessariamente in linea con i princìpi e gli obiettivi della Comunità».
In sostanza, il governatore italiano ha agito nel rispetto di una legislazione nazionale che stride, nella valutazione della Bce, coi principi del mercato unico europeo. Nessuna menzione del «codice etico», nessun ammonimento, nessun rilievo nei confronti di Fazio, il cui nome non appare neppure nelle due pagine di dichiarazione scritta. Allo stesso tempo, è evidente che Trichet ha dovuto mediare fra posizioni diverse: la dichiarazione è stata limata fino all’ultimo, ed il lungo preambolo sul pieno impegno della Bce nell’assicurare un «campo di gioco paritario per tutti i partecipanti al mercato, senza distinzione di nazionalità» rappresenta una critica evidente alla difesa dell’italianità delle banche spesso evocata nei mesi passati. La Bce conferma infine il parere sulla riforma di Bankitalia, in particolare la richiesta di maggiore collegialità nel processo decisionale.
Nessun commento giunge da via Nazionale. Secondo il senatore Luigi Grillo (Fi), la dichiarazione di Trichet pone fine al tormentone sul «processo a Fazio» e conferma la correttezza di Bankitalia. Ora la parola passa alla Camera, che deve esaminare la legge sul risparmio già approvata dal Senato, e all’Ecofin: martedì, i ministri delle Finanze dei Venticinque chiederanno «regole di supervisione eque e trasparenti» per le fusioni e le concentrazioni bancarie in Europa.