A Banca Intesa il 20% di Granarolo

L’istituto di credito entra nel capitale della società alimentare dopo il salvataggio di Yomo

da Milano

Banca Intesa è entrata con una quota di quasi il 20% nel capitale di Granarolo, guidata da Luciano Sita, per 71,55 milioni, per oltre la metà derivanti dalla conversione di crediti verso Yomo. Secondo indiscrezioni raccolte da Il Sole 24 Ore Radiocor, l’istituto ha fatto il suo ingresso nella società bolognese tramite un aumento di capitale nell'ambito del salvataggio della Yomo che ha visto l’acquisizione della società da parte di Granarolo. Nelle scorse settimane le cooperative azioniste di Granarolo hanno rinunciato al diritto di opzione e Banca Intesa ha sottoscritto l’intera operazione. L’istituto guidato da Corrado Passera entra nel cda di Granarolo composto di dieci membri con due consiglieri, Amedeo Nodari (responsabile ufficio partecipazioni istituzionali della banca) e il professionista milanese Giovanni La Croce. La mappa dei soci di Granarolo, già candidata dalle indiscrezioni all’acquisizione della Parmalat, vede quindi la cooperativa Granlatte con il 63,22%, Banca Intesa con il 19,78%, Finlatte srl con il 14,26% e Cooperlat con il 2,73%.
L’aumento di capitale deliberato in agosto da Granarolo si è realizzato mediante l’emissione di oltre 15 milioni di nuove azioni ordinarie del valore nominale di due euro ciascuna con un sovrapprezzo di 2,58 euro ed è stato sottoscritto e versato dalla banca in ottobre in esecuzione di un accordo stipulato tra la stessa società produttrice di latte, Granlatte e Banca Intesa. In occasione dell’ingresso nell’azionariato della banca, il cda è stato allargato da otto a dieci componenti.