Banca Intesa entra con il 5% nel gruppo Prada

Milano. Prada e Banca Intesa hanno firmato un preliminare di accordo che prevede l'ingresso della banca nel capitale della società con il 5%. Lo scrive l’agenzia Radiocor, secondo cui il valore dell'accordo, che parte da una valutazione dell'impresa di 2,75 miliardi, è di 300 milioni ed è strutturato su due operazioni: un finanziamento subordinato alla holding Itmd per 200 milioni ed un aumento di capitale di Prada spa per 100 milioni, pari al 5% del capitale della società. L’operazione - su cui la casa di moda milanese non ha rilasciato alcun commento - era data per certa già da alcuni mesi negli ambienti finanziari e dovrebbe costituire il primo passo di un processo di apertura del capitale del gruppo. Una strategia che avrebbe come obiettivo, in un orizzonte temporale di un paio di anni, la quotazione in Borsa, progetto che il patron del gruppo, Patrizio Bertelli, insegue da tempo. I fondi raccolti saranno quindi utilizzati per accelerare gli investimenti previsti dal business plan di Prada e riprendere il controllo di Church’s. Nell’aprile 2003, infatti, la maison aveva ceduto al fondo di private equity Equinox il 55% del celebre marchio inglese di calzature, che aveva acquistato nel 1999 con l’appoggio della famiglia dei fondatori. Entro la primavera 2007, Prada dovrebbe riacquisire l'intera partecipazione e rifinanziare la società. L'accordo si inserisce nel programma di rilancio del processo di sviluppo aziendale e di focalizzazione sul core business operato dal gruppo milanese negli ultimi due anni, le cui fasi essenziali sono state la cessione delle griffe Jil Sander e Helmut Lang, la razionalizzazione della struttura societaria e la concentrazione di tutte le attività operative dei marchi «core» (oltre a quello omonimo, Miu Miu, Azzedine Alaia e Car Shoe) sotto Prada spa e il recupero di redditività. Nel bilancio dell'ultimo esercizio chiuso il primo gennaio 2006 Prada è tornata all'utile (contro una perdita di 62 milioni nell'esercizio precedente), ha registrato un ebitda in aumento del 20% a 200 milioni e un rialzo del risultato operativo del 30%.