Banca Intesa pronta a intervenire E Colaninno è in pista

«La gestione non mi interessa», spiega da New York il presidente di Piaggio, «non punto a diventare amministratore delegato»

nostro inviato a New York

«Da adesso si naviga a vista», dice un banchiere Usa che, da Ney York dove è in corso il road show della Borsa Italiana, ha seguito in diretta la ritirata degli americani di At&t da Telecom Italia. «Questa è una brutta sorpresa per Marco Tronchetti Provera e per il sistema Italia: trovare un altro investitore straniero, sia esso Telefonica piuttosto che France Telecom, disponibile a entrare in Telecom Italia, da ieri è diventato molto più difficile».
Anche perché, dice un’altra fonte finanziaria, vicina ad At&t, «l’offerta Usa era seria e i texani erano stati fin da subito molto conservativi e molto attenti a rispettare le soluzioni di sistema. Ma evidentemente non è bastato per fare affari in Italia». Gli scenari che si aprono adesso sono dunque confusi. Ma partono tutti da un punto fermo: i messicani di America Movil, che hanno ieri dichiarato che la loro offerta per il 33% di Olimpia (che controlla il 18% del gruppo di tlc) a 2,82 euro per azione Telecom resta valida, nonostante quella di At&t per un altro 33% sia sparita.
Unica novità: «Consideriamo possibili alternative per l’investimento in Olimpia». Come a dire che si deve fare avanti qualcuno, un partner, industriale o finanziario, italiano o straniero che sia. Per questo negli ambienti bancari milanesi ieri sera si ripeteva lo stesso ritornello: vediamo come si muovono i messicani. Anche perché, notavano tutti, se America Movil avesse voluto mollare non c’era momento migliore di ieri, agganciandosi alla decisione texana. Di sicuro c’è anche che, da New York (dove stava presentando agli analisti il piano triennale della Piaggio e i progetti in Usa), è venuto allo scoperto un possibile protagonista, fino a ieri solo ipotetico: Roberto Colaninno, presidente e primo azionista del gruppo di Pontedera attraverso la Immsi. L’imprenditore mantovano, a precisa domanda, ha risposto che Telecom può essere un’opportunità, ma a precise condizioni. Prima di tutto su Immsi, «che detiene il 51% di Piaggio e non intende scendere al di sotto di questa quota». In secondo luogo sulla gestione di Telecom, che non lo interessa: «Non sto certo guardando a Telecom per fare l’amministratore delegato». L’ottica, ha spiegato Colanninno, è tutta diversa: «Immsi ha una vocazione industriale. In questo senso vogliamo crescere e valutiamo opportunità di carattere industriale, e io ritengo Telecom un’opportunità, anche se per ora è lontana. Il punto è che io non so se Telecom possa essere gestita secondo una logica industriale». In altri termini l’idea di Colaninno è che, avendo garanzie su un piano industriale credibile, Immsi potrebbe partecipare all’azionariato di Telecom avendo un peso nella governance. Per quanto riguarda le banche, da oggi si dovrà vedere se sulla base dell’offerta solo messicana, Intesa Sanpaolo riuscirà a costruire una cordata italiana, e a quale prezzo.
Questa resta l’ipotesi più percorribile anche perché l’ad Corrado Passera è tra i banchieri che si spende di più. Anche ieri ha definito «possibile» un investimento in Telecom e ha ricordato le precedenti esperienze del gruppo in «investimenti su base temporanea».
«Lo abbiamo fatto in altri casi - ha detto - non vedo perché non possiamo farlo in questo caso». Mediobanca, invece, resta alla finestra. Da Piazzetta Cuccia si attendono le mosse messicane ed eventualmente di Intesa, prima di valutare un’eventuale partecipazione a questo tipo di schema. Mediobanca ha poi sempre un diritto di prelazione sull’offerta di America Movil. E, in ogni caso, sarebbe pronta per una soluzione alternativa già proposta: la scissione di Pirelli con il conferimento del 18% di Telecom in Pirelli tlc. Che diverrebbe poi l’oggetto della nuova proprietà.