Banca Intesa-Sanpaolo: Santander va all’attacco

Gli spagnoli chiedono un premio e oggi scelgono l’advisor. Nextra tornerà in Italia

Massimo Restelli

da Milano

Quattro giorni alle nozze: anche se l’opposizione del Santander è ferma, l’amministratore delegato in pectore Corrado Passera prosegue il lavoro in vista dei consigli di amministrazione che giovedì saranno chiamati ad approvare la nascita del nuovo campione del credito nazionale.
A Milano il fronte dei soci è compatto, ma non a Torino dove già dopodomani ci sarà un preconsiglio «informale» per rispondere alle critiche sollevate venerdì scorso sui termini della fusione dal Santander, dalla Fondazione Carisbo e dal consigliere indipendente Emilio Ottolenghi. Sul tavolo ci saranno i risultati della due diligence ma l’istituto presieduto da Emilio Botin ha già promesso battaglia come dimostra il fatto che in giornata è attesa anche la nomina di un advisor: la scelta dovrebbe cadere su Lehman o Dresdner.
Da mesi sulle barricate il Santander, che tuttavia non ha un diritto di veto, ha minacciato di esprimersi contro la fusione con Ca’ de Sass. Tesi di fondo è che l’istituto di Piazza San Carlo sia stato sottovalutato: pertanto, a meno che non sia riconosciuto un premio ai soci (ad esempio sotto forma di dividendo straordinario), dopo la verifica in consiglio la battaglia potrebbe rivelarsi in sede di assemblea straordinaria. Con la speranza, oltre al concambio gli spagnoli contestano la stessa impostazione della fusione tra pari, di assoldare tra i dissidenti i fondi di investimento azionisti del gruppo di Enrico Salza. Quest’ultimo nel fine settimana ha lasciato intravedere un’apertura politica («È legittimo che si discuta»). Ma da risolvere sempre mercoledì saranno anche gli interrogativi posti dagli spagnoli in termini di governance. Quanto a Intesa la chiusura dell’accordo con l’Agricole è vicina: da verificare restano alcune valorizzazioni ma Parigi dovrebbe ricevere come contropartita Cariparma, Friuladria e altri 140 sportelli riversando nel frattempo a Intesa una parte delle masse di Caam. In sostanza uno scambio di asset che, secondo alcuni osservatori, sarebbe stato prescelto da Passera anche per evitare le difficoltà che, in mancanza di una gara ufficiale, avrebbe potuto comportare una cessione diretta di sportelli davanti all’eventuale opposizione di un socio di minoranza. I fondi di investimento dell’ex Nextra (70 miliardi di masse secondo alcune ricostruzioni) dovrebbero quindi confluire in Eurizon che toccherebbe così i 200 miliardi di asset in gestione diventando la quarta realtà a livello europeo. In settimana è atteso un ultimo incontro chiarificatore tra Passera e Mario Greco, dove potrebbero trovare una risposta anche i dubbi sulla tempistica della quotazione del polo del risparmio torinese.