Banca, l'eldorado per i giovani italiani

La ricerca di Randstad realizzata da Doxa su giovani neodiplomati e neolaureati svela come l'impiego in banca rappresenti ancora una meta molto importante
persino nei giorni di crisi
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Milano - Lavorare in banca? Per i giovani italiani è e rimane un vero eldorado. Il famigerato posto in banca che, per intere generazioni è stato in vetta alle aspirazioni professionali degli italiani, si conferma oggi più che mai il sogno di coloro che si affacciano sul mercato del lavoro. Una visione che nemmeno i fatti più recenti sono riusciti a scalfire. Sia neolaureati che neodiplomati, all’indomani del crollo di Lehman Brothers, lo definiscono all'unisono: stabile e sicuro, ben retribuito, regolato da norme contrattuali chiare e corrette, gratificante. Non solo. Dinamico e non logorante, possibilmente poco distante da casa, lo considerano un impiego prestigioso con possibilità di fare carriera con molta facilità.

La banca è vista come un punto vendita con sportello, più che un’azienda vera e propria, un posto dove l’unica occupazione sia proporre prodotti e soluzioni bancarie. Con qualche differenza: se per i neodiplomati la banca è sinonimo di posto fisso e tranquillo, che offre benefit e gratificazioni finanziarie, i neolaureati lo vedono come un vero investimento sul futuro con il vantaggio di garantire una formazione continuativa. La crisi, insomma, è solo un fenomeno d'oltreoceano. L’unico ostacolo? La difficoltà di accesso.

E' quanto emerge dall'Indagine sulla reputazione della banca presso i potenziali candidati realizzata da Doxa per Randstad che Marco Ceresa, Amministratore Delegato del gruppo, ha presentato oggi al Convegno “B-ancaneve o strega cattiva? La reputazione paga e si paga”. La ricerca qualitativa è stata effettuata su un campione di giovani neo diplomati e neo laureati tra i 21 e i 28 anni suddivisa in più focus group e interviste individuali a Milano, Padova e Roma.

“In uno scenario di crisi e sfiducia generale, la ricerca che abbiamo realizzato dimostra come la banca – spiega Marco Ceresa, A.D. di Randstad – continui a rappresentare, nonostante i fatti più recenti, l’ideale di un impiego tranquillo, stabile e sicuro. In questo senso la funzione di un interlocutore strategico come Randstad può essere di grande aiuto sia per gli istituti bancari alle prese con le selezioni dei migliori candidati, sia per dare ai giovani che si affacciano sul mondo del lavoro tutti gli strumenti adeguati a livello di formazione e competenze per entrare nel mercato dalla porta principale ”.

La banca, insomma, ha un effetto rassicurante, grazie al mix di “valori antichi” come autorevolezza e serietà, competenza, correttezza verso i dipendenti che si coniugano con caratteristiche più moderne come l'evoluzione continua di servizi e prodotti sempre più articolati, la possibilità di crescita professionale e un livello tecnologico elevato.

Ma c’è di più. Ai potenziali candidati viene difficile concepire la banca oltre “lo sportello”. Nel loro immaginario la banca è un punto vendita più che un’azienda vera e propria. Un’impresa commerciale a tutti gli effetti, che propone prodotti e strategie di marketing sempre più innovative, in linea con la possibilità di una carriera più rapida e veloce all’interno della banca. Una meta importante, dunque, che difficilmente si vuole abbandonare per altre opportunità.

Sul piatto della bilancia, i benefit offerti appaiono, quindi, più vantaggiosi rispetto agli aspetti problematici che la banca può presentare: il prestigio dell’impiego stesso, la garanzia del contratto, la retribuzione più che soddisfacente, l’ambiente curato e formale, la possibilità di formazione, fanno del lavoro in banca non solo un reale vantaggio competitivo da inserire nel proprio CV, ma soprattutto una prospettiva di lavoro allettante di cui godere tutta la vita.

L'unico ostacolo è la possibilità di accesso. Prevale ancora l’idea che siano i raccomandati a farla da padrone. Per questa difficoltà di accesso al mondo bancario, un ruolo fondamentale è rivestito dalle Agenzie per il Lavoro, viste dai candidati come un ponte essenziale per entrare in banca e dalle banche come un filtro per la selezione dei migliori candidati. L’Agenzia per il Lavoro è, infine, un’occasione per meglio veicolare la realtà strutturale della banca e farla conoscere ai candidati. Passano in secondo piano gli altri canali di accesso: la possibilità di reclutamento tramite il sito web, la consegna personale di curriculum alla filiale, i social network o le inserzioni su quotidiani e testate specializzate.