Per il bancario-studente la laurea ora è più vicina

Achille Affilastro è un impiegato nel settore bancario, lavora le sue otto ore giornaliere e la sera studia. Ha infatti deciso di conseguire una laurea in Discipline psicosociali presso l’Uninettuno. Quando a 19 anni si trovò con la maturità in mano, scelse, come succede spesso, una facoltà che andava per la maggiore: Giurisprudenza, alla Statale di Milano. Qualche esame e poi l’abbandono. A distanza di quasi 20 anni Achille ha deciso, per motivi personali e professionali, di conquistare quel titolo di studio, scegliendo però un percorso di studi che lui oggi ritiene più affine ai propri gusti e soprattutto strutturato in modo da potersi conciliare con la sua vita lavorativa e sociale. Ha da poco superato il suo primo esame, anzi il primo in assoluto di tutta la facoltà.
Infatti è il primo ad aver sostenuto, e superato brillantemente, l’esame di Psicologia dell’apprendimento e della memoria. È un percorso di studi attivato quest’anno e partito a maggio dall’Uninettuno.
Vediamo come Achille ha impostato le sue giornate: tutti i giorni lavora fino alle 17 in ufficio, poi dedica le ore del tardo pomeriggio al relax e alla cena, dopodiché studia mediamente un paio di ore a sera dal lunedì al venerdì. Spiega: «Seguo le videolezioni e/o leggo il libro di testo, prendendo appunti. Non si tratta solo di ascoltare o di leggere, ma di un lavoro preparatorio allo studio anche se meno impegnativo, che si può svolgere di sera riuscendo a mantenere alta l’attenzione. È una parte importante, quanto quella dello studio vero e proprio. In totale dedico allo studio, dal lunedì al venerdì, circa 12 ore, di cui due dedicate al Forum, per il confronto e approfondimento con altri studenti e con il tutor su un argomento del corso». È durante il fine settimana che Achille tira le fila della preparazione, quando può studiare la mattina due-tre ore, senza, naturalmente, trascurare la socialità, il relax e lo sport. «Il week-end riesco a ritagliarmi circa 6 ore da dedicare sia allo studio sia allo svolgimento degli esercizi relativi alle singole lezioni da completare e inviare al tutor per la verifica. Gli esercizi sono utili per il monitoraggio del livello di apprendimento sia prima (autovalutazione) che dopo la correzione degli stessi da parte del tutor (valutazione). Inoltre instaurano un dialogo collaborativo ed efficace tra studenti e tutor, tramite i due strumenti fondamentali di e-mail e chat».
Nel momento in cui Achille deve sostenere l’esame prende un paio di giorni di ferie per recarsi a Roma, alla sede centrale dell’Università. «Quando mi presento all’esame non sono un numero come mi succedeva prima - conclude -: sembra un paradosso ma le tecnologie ti aiutano a studiare quando vuoi ma allo stesso tempo, con il monitoraggio costante del lavoro fatto, fanno sì che il docente sappia esattamente chi sei, come ti sei preparato e il tuo livello di apprendimento. Questo metodo avvicina lo studente e il professore e permette di conciliare e pianificare gli studi anche con la vita lavorativa e sociale, senza ansie e stress, seguendo agevolmente i propri ritmi. Ora sto già preparando il prossimo esame, Percezione. Ho già scaricato il materiale didattico e acquistato i libri consigliati».