Bancarotta: arrestato il "Guru" Matteo Cambi

Dal successo internazionale al fallimento e alle manette. Finisce così l'avventura di Matteo Cambi, fondatore del marchio Guru e noto per le sue incursioni nelle cronache rosa

Milano - Finisce in manette l’avventura di Matteo Cambi, ideatore di «Guru», la margherita stampata sulle t-shirt e le maglie diventata famosa in tutto il mondo, tanto quanto la passione del suo inventore per le belle donne. L’imprenditore è stato arrestato ieri dalla Guardia di finanza di Bologna: tra le accuse quella di bancarotta fraudolenta ed emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Una truffa ideata e portata avanti - assieme al patrigno Mariuccio De Marco Gianluca e alla madre Simona Vecchi, anch’essi arrestati - per ripianare il buco di bilancio dell’azienda, per la quale giovedì scorso il Tribunale di Parma ha dichiarato il fallimento, che conclude malinconicamente 8 anni di crescita esplosiva. La sua margherita sboccia sulle T-shirt indossate da Cannavaro, Maldini, Vieri&Elisabetta Canalis. Quindi sulle auto di Formula Uno targate Renault. Da «re di fiori» Matteo Cambi diventa anche «re di cuori»: il gossip lo vuole al fianco di Flavia Vento, Elisabetta Gregoraci, Anna Falchi e Mascia Ferri.
L’azienda proprietaria del marchio di abbigliamento è la Jam Session Srl di proprietà per il 60% dei coniugi e il restante 40% di Matteo Cambi. Le Fiamme gialle al momento non si dilungano sulla quantità degli illeciti anche se dovrebbero risultare di decine di milioni. Tra le accuse: bancarotta fraudolenta, false comunicazioni sociali, illecite ripartizioni degli utili e riserve sociali, indebita restituzione dei conferimenti, infedeltà patrimoniale, dichiarazione fraudolenta e infedele. Attualmente il marchio «Guru» è stato preso in affitto da un gruppo indiano che sembrava essere interessato ad acquistarlo.