Bancarotta della Ies: cinque arresti

La Ies spa offriva i suoi servizi alla
clientela privata, ma soprattutto agiva nel settore delle intercettazioni telefoniche e nei servizi di
intelligence per la pubblica amministrazione. La "distrazione" contestata è di circa un milione di euro

Cli agenti della Sezione di polizia giudiziaria della Procura di Milano hanno notificato cinque misure cautelari in carcere a carico di altrettanti responsabili «di una rilevante e sistematica attività di distrazione, dissipazione e corrispondente ricettazione» del patrimonio della società Ies, dichiarata fallita. L’ordinanza è stata emessa dal Gip Nicola Clivio. Gli agenti hanno anche state effettuato 19 perquisizioni domiciliari tra Milano, Roma, Ravenna, Viterbo, Rimini, Perugia, Catania e Caserta. Parecchio il materiale sequestrato, considerato dagli investigatori «di significativo rilievo ai fini dell’indagine».

L’entità della «distrazione» contestata è di circa un milione di euro, oltre a migliaia di computer e periferiche «illecitamente sottratte al patrimonio societario». Società operante nel settore della sicurezza costituita nel 1987, la Ies Spa offriva i suoi servizi alla clientela privata, ma soprattutto agiva nel settore delle intercettazioni telefoniche e nei servizi di intelligence per la pubblica amministrazione, «assumendo in quest’ultimo ramo un ruolo di primo piano sull’intero mercato nazionale». Secondo la ricostruzione degli investigatori «V.B. si è reso responsabile, tra il 2004 e il 2007, di distrazione e dissipazione patrimoniale con costante depauperamento del patrimonio sociale realizzato al solo scopo di arricchirsi personalmente e coerente confusione documentale, preordinata alla commissione di ulteriori reati». Le cinque persone raggiunte dal provvedimento sono il 56enne V.B. («figura di riferimento della Ies»), accusato di bancarotta fraudolenta distrattiva, bancarotta fraudolenta documentale e ricettazione fallimentare; i 38enni M.M e F.G., il 63enne M.M. e il 36enne R.D., questi ultimi quattro accusati del solo reato di ricettazione fallimentare. Nel gennaio 2009 l’indagine ha ricostruito «l’illecita cessione» di attrezzature della Ies alla Global Intelligence srl, e di «consistenti risorse distratte a vantaggio» della Italcons srl, «circostanza che consentì a V.B. di continuare la propria attività imprenditoriale nel settore strategico del noleggio attrezzature e nella esecuzione delle intercettazione su incarico dell’autorità giudiziaria». Secondo quanto riferisce la polizia «attualmente la stessa Italcons è in liquidazione e con la preziosa attività di intermediazione M.M., noto commercialista di Ravenna, V.B. ha cercato di fare confluire sulla Global Service i solidi rapporti commerciali già avviati con diversi Uffici giudiziari». Secondo gli inquirenti una parte dei reati è stata consumata anche «attraverso la ricettazione di un massiccio quantitativo di attrezzatura proveniente sia dalla Ies che dalla Italcons e indirizzato proprio alla Global Service» attraverso operazioni occulte portate a termine dai vertici e da un tecnico della Global Service.