Banche, 2007 nero: i mutui costeranno almeno 100 miliardi

Perdite e svalutazioni, secondo Bloomberg, originate soprattutto dalla crisi dei «subprime». Citigroup nell’occhio del ciclone Tagli di 1.600 posti a Merril Lynch

da Milano

Tra perdite e svalutazioni le maggiori banche mondiali quest’anno dovrebbero registrare un passivo di quasi cento miliardi di dollari, 97 miliardi per l’esattezza, destinato a salire fino a 131 miliardi se si avverassero le previsioni più pessimistiche espresse dagli analisti. Il consuntivo sul disastro provocato dalla crisi del credito immobiliare statunitense ad alto rischio è stato fatto da Bloomberg che cita, al riguardo, i dati già comunicati dagli istituti e le stime fatte dalle stesse banche con riferimento all’ultimo trimestre dell’ anno.
Proprio ieri, peraltro, gli analisti di Goldman Sachs hanno fatto previsioni ancora peggiori sul conto in particolare di Citigroup, Merrill Lynch e JP Morgan Chase. La prima dovrebbe svalutare nel quarto trimestre fino a 18,7 miliardi di dollari e ridurre il dividendo del 40%. La seconda è attesa a svalutazioni nell’ordine di 11,5 miliardi, mentre JP Morgan Chase opererebbe write-down per 3,4 miliardi. Sulla base delle cifre già note di quelle preannunciate dagli stessi istituti, nel 2007 le perdite maggiori sarebbero quelle di Citigroup, in totale 15,8 miliardi di dollari, sempre secondo Bloomberg. Subito dopo viene il colosso svizzero Ubs, con 14,4 miliardi di dollari. Al terzo c’è la britannica Hsbc, con 10,7 miliardi, al quarto Morgan Stanley con 9,4 e al quinto Merrill Lynch con 7,9 miliardi (contestualmente alla divulgazione della trimestrale la banca comunicherà il taglio di circa 1.600 dei 64mila posti, secondo quanto riferito dall’emittente Cnbc).
William Tanona, analista di Goldman Sachs, nel rivedere al rialzo le previsioni sulle svalutazioni di Citigroup, Merrill Lynch e JP Morgan Chase, ha osservato che molti di questi deprezzamenti sono legati alle perdite che i colossi finanziari hanno subito con gli investimenti in Cdo, titoli garantiti dal debito - e anche dai mutui subprime - il cui valore è sceso drammaticamente a causa dell’esplosione della crisi del credito. Le svalutazioni, ha spiegato Tanona, «saranno probabilmente più sostenute in modo significativo rispetto a quanto anticipato dagli investitori». Guardando a Citigroup, l’analista ha aggiunto che, nonostante le svalutazioni, il colosso finanziario continuerà a essere esposto agli investimenti in Cdo per 25 miliardi di dollari circa.