Banche in affanno, male Fiat

L’Europa brucia 95 miliardi

Tornano le vendite su Piazza Affari. Dopo la tregua di mercoledì il listino milanese, tra i peggiori in Europa, è tornato a scendere sotto il peso di una serie di report negativi su diverse banche e della difficile seduta di titoli a grande capitalizzazione come Telecom Italia, Fiat ed Eni. In una giornata negativa sulle due sponde dell’Atlantico, l’indice Mibtel ha ceduto l’1,65% a 25.148 punti e lo S&P/Mib l’1,87% a 32.819 punti. Taglio del prezzo obiettivo da parte degli analisti di Citigroup su Intesa Sanpaolo (meno 2,43%) e Unicredit (meno 3,06). Male anche Mediobanca (meno 1,36%), alla vigilia della presentazione del piano strategico triennale e della approvazione dei conti semestrali. Maglia nera al Banco Popolare (meno 3,8%), la cui capitalizzazione di Borsa si aggira ormai attorno ai 7,5 miliardi, la metà rispetto ai 14 del suo esordio nel luglio scorso. Sul gruppo guidato da Fabio Innocenzi Crédit Suisse ha ridotto il giudizio a underperform. Telecom restituisce quanto guadagnato nella seduta precedente chiudendo in calo del 3,7% a 1,58. Tra i titoli peggiori dello S&P/Mib anche Autogrill (meno 3,58%) che presenta i conti la prossima settimane. Ancora una seduta no per Fiat (meno 3,04%), ma seduta positiva per Alitalia (più 3,71%). A fondo anche i listini europei che hanno perso circa 95 miliardi di capitalizzazione. I titoli del comparto bancario e assicurativo hanno subito pesanti perdite (meno 2,7 e meno 2,9% l’indice Stoxx dei due settori) dopo che Jp Morgan ha previsto che Ubs potrebbe svalutare fino a 18,5 miliardi di franchi nel primo trimestre. Il caro greggio ha colpito pesantemente i titoli delle compagnie aeree come la British Airways (meno 7,6%).