Le banche aprono di sera e assumono 15mila giovani

Il governo Monti falcidia le pensioni e buona parte dell’industria italiana ha il fiato corto, ma le banche accettano di pagare di più i loro 350mila dipendenti, si «autotassano» per assumere 15mila bancari in un triennio e si preparano a ricevere i clienti in filiale fino alle otto di sera. Le trattative tra l’Abi e i sindacati si sono protratte fino a tarda notte ma, a meno di improvvise rotture, sarà questo l’impianto del nuovo contratto dei bancari. Anche questa volta la Fabi di Lando Maria Sileoni affiancata dalle ex «confederali» Fiba-Cisl (Giuseppe Gallo), Fisac-Cgil (Agostino Megale) e Uilca-Uil (Massimo Masi), a differenza della «colleghi» metalmeccanici della Fiom di Sergio Landini, otterrebbero un risultato quasi pieno senza un’ora di sciopero, trombette o fischietti.
In base agli accordi di massima, per permettere il recupero dell’inflazione la busta paga media degli addetti del credito salirà in media di 170 euro in tre tranche a titolo di Edr, l’aumento che sarà riparametrato sulla base dell’inquadramento scatterà però da giugno anzichè da gennaio e non indiciderà sul Tfr. Nasce inoltre un nuovo Fondo per l’occupazione, a «pagare» sono i quadri e i dirigenti che rinunciano a una ex festività; mentre gli impiegati concorrono con l’equivalente di una giornata lavorativa (7 ore e 30 minuti) tratta dalla «Banca delle ore», la cassa che compensa il lavoro straordinario.
Senza contare il «contributo di solidarietà» atteso da presidenti, amministratori delegati e direttori generali di singoli gruppi bancari, che il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari ha spronato a retrocedere al nuovo Fondo il 4% della propria retribuzione fissa. Nella lettera, di grande peso politico e determinante per avvicinare le parti, Mussari ha anche detto ai top manager di congelarsi gli stipendi per tre anni. Francesco Micheli, «ammiraglio» dell’Abi al tavolo delle trattative incassa invece il blocco degli scatti di anzianità per 18 mesi (gennaio 2013-giugno 2014) e ottiene di avvicinare, seppur per un periodo di tempo predeterminato, gli stipendi di alcune figure professionali a quelli tipici delle Poste: un punto quest’ultimo molto sentito tra gli istituti associati a Palazzo Altieri visto che il Banco Posta sta facendo una serrata concorrenza sulla clientela low cost. Il salario di ingresso dei nuovi assunti tramite il Fondo sarà infatti ridotto del 18% per quattro anni (destinati a scendere a tre anni se cambierà l’apprendistato). A compensazione riceveranno un contributo del 4% in termini di previdenza complementare. Gli addetti delle attività esternalizzate, come i call center, potranno invece essere riassorbiti ma guadagneranno il 20% in meno per 4 anni e avranno un orario settimanale di 40 ore (contro le 37,5 ore del credito), dopodichè si vedranno riconosciuto pienamente il contratto. La vita del bancario però cambierà perché, come previsto, per seguire il presupposto della maggiore produttività richiesto dall’Abi, l’orario di sportello potrà prolungarsi dopo il tramonto: l’accordo è per un’apertura di dodici ore, dalle 8 del mattino alle 20 di sera; estendibile alle 22 con l’assenso dei sindacati.Ora la sfida è ritarare il Fondo esuberi, il principale ammortizzatore sociale del settore, sulla base della riforma delle pensioni.
Twitter: @marestelli