«Banche, bilanci puliti per la ripresa»

nostro inviato a Washington

«La crisi non è conclusa, ci aspettano ancora mesi difficili, ma la ripresa potrà concretizzarsi nel primo semestre dell'anno prossimo». Alla vigilia della riunione dei ministri finanziari del G7, che si allarga in serata al G20, il direttore generale del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, fa il punto della situazione economica globale. Un punto non facile, visto che i dati cambiano giorno dopo giorno. «Le ultimissime informazioni - spiega - ci confermano che la ripresa potrebbe manifestarsi durante la prima metà del 2010. Su questa previsione pendono dei “se”, legati a come verranno attuate le politiche di stimolo fiscale decise dai governi. Non solo. Molto dipenderà dalla ripulitura del sistema finanziario internazionale. «Ci si sta muovendo in questa direzione - osserva Strauss-Kahn - ma non abbastanza rapidamente. Senza pulizia nei bilanci nel settore finanziario non ci sarà ripresa, e perciò chiedo maggiori sforzi in questa direzione». Il managing director del Fmi aggiunge che i governi dovranno anche prepararsi a una exit strategy, riportando l'indebitamento, cresciuto a causa della recessione, verso livelli più appropriati.
Anche l’eurocommissario Joaquin Almunia vede segnali positivi per l’economia Ue. Sembra di capire che, a questo stadio della crisi, molto dipenderà dalla rapidità d'azione, sia da parte dei governi per quanto riguarda l'azione di stimolo all'economia, sia da parte delle istituzioni finanziarie per la ripulitura dei bilanci dagli asset tossici. Saranno, oggi, i ministri finanziari del G7 - Giulio Tremonti per l'Italia - e successivamente del G20 ad esaminare l'evoluzione della situazione economica e finanziaria, anche alla luce delle decisioni politiche prese dai capi di Stato e di governo del gruppo nel vertice di Londra, tre settimane fa. Se fino a un mese fa tutti i dati segnalavano peggioramenti rispetto alle previsioni, osserva una fonte del G7, da qualche settimana a questa parta arrivano segnali di tendenza opposta. All'esame dei ministri delle Finanze la messa in opera dell'agenda di Londra, con l'aumento di 500 miliardi del capitale Fmi (l'Italia dovrebbe contribuirvi con circa 8 miliardi di euro), e la collaborazione tra Fmi e Financial stability board, l'organismo guidato da Mario Draghi, sulla supervisione e regolamentazione dei mercati finanziari. Il processo resta dunque sotto attento monitoraggio. A quanto sembra, un nuovo summit del G20, a livello di capi di Stato e di governo, si terrà a New York in settembre, durante la sessione dell'assemblea dell’Onu.
Fmi e Banca mondiale incominciano anche a concentrarsi sui costi della crisi per i Paesi più deboli. La Banca mondiale, che ha triplicato i propri investimenti nei programmi di protezione sociale (fino a 12 miliardi in tre anni), sottolinea l'importanza di evitare politiche protezionistiche che danneggino le aree più povere. Dal vertice di Londra, «in almeno metà dei Paesi del G20 sono state prese o considerate almeno 23 misure di restrizione del commercio internazionale, a spese di altri Stati», sottolinea il presidente della Banca, Robert Zoellick. Anche Strauss-Kahn invita i governi ad evitare misure protezionistiche a favore dei produttori nazionali. Il Fondo monetario ha deciso di raddoppiare i limiti di credito da concedere ai Paesi più poveri.