Banche, Bush: "Ora risposte globali" Confindustria: "Nel 2009 recessione"

<strong><a href="/a.pic1?ID=297141">Dopo la settimana nera delle Borse</a></strong>, il G7 lancia un piano &quot;urgente&quot; per &quot;stabilizzare i mercati&quot; e le banche. Tremonti: &quot;Salvare tutti gli istituti&quot;. Draghi: &quot;I mercati apprezzano la cooperazione&quot;. Ue pronta all'ingresso degli Stati nel
capitale delle banche. Marcegaglia: &quot;Nel 2009 pil sotto dello 0,5%&quot;. L'Fmi appoggia il piano del G7

Washington - Il G7 lancia un piano in 5 punti "eccezionale e urgente" per "stabilizzare i mercati finanziari" mantenendo la solidità delle banche. E per prevenire il fallimento degli istituti di credito con tutti i mezzi disponibili. Lo stesso presidente degli Stati Uniti, George Bush, ha sottolineato che i Grandi Sette hanno adottato "misure forti" contro la crisi e che l'America continuerà a usare "tutti gli strumenti a disposizione".

Il piano del G7 Con un piano in cinque punti, il G7 disegna le linee guida da seguire, fra le quali il garantire alle banche l’accesso alla liquidità sia dal pubblico sia dai privati e compiere tutti i passi necessari per prevenire il fallimento delle maggiori istituzioni finanziarie, così da tutelare i risparmiatori. Obiettivo - spiega il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi - è "ristabilire fiducia nelle istituzioni finanziarie" dopo che la sua perdita sta causando i crolli dei mercati azionari mondiali. Intanto il governo americano stringe e il segretario al Tesoro Hanry Paulson annuncia che il governo entrerà nel capitale di alcune istituzioni finanziarie per scongiurarne la crisi. "Sono state accolte le nostre richieste", commenta soddisfatto il ministro dell’economia Giulio Tremonti che, in precedenza, aveva espresso forti perplessità sull’accordo valutandolo debole e redatto in uno stile arcaico non rispondente all’attuale situazione di emergenza. Lo schema elaborato dal G7, che non ha discusso di un possibile blocco dei mercati azionari, farà da sfondo alle decisioni che ogni singolo paese prenderà per fronteggiare la crisi in casa propria. Ma i mercati - ammette il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet - ci metteranno un pò a reagire all’annuncio del piano, che è "adeguato" per la crisi in atto. Dopo la disastrosa settimana in cui i listini hanno accusato perdite a due cifre, si attende così la reazione di lunedì. Il piano d’azione "eccezionale e urgente" lanciato dal G7 si basa su cinque pilastri per "stabilizzare i mercati finanziari mantenendo la solidità delle banche" e "prevenire il loro fallimento", con tutti i mezzi disponibili. Le istituzioni finanziarie potranno accedere "a fonti di capitale pubblico e privato". I Sette Grandi insistono sul fatto che i piani varati dai governi nazionali per garantire i depositi "sono robusti e adeguati", in modo da rassicurare i risparmiatori sulla "sicurezza dei loro depositi". Una mossa necessaria per evitare panico fra i risparmiatori. Il G7 afferma inoltre che verranno utilizzati saranno prese "tutti i necessari passi per scongelare il mercato del credito e monetario e garantire alle banche e alle istituzioni finanziarie un ampio accesso alla liquidità e alla raccolta di finanziamenti". Occorre inoltre far ripartire - secondo il G7 - i tartassati "mercati secondari dei mutui e delle altre attività collaterali", il cui crollo è all’origine della crisi. "Useremo le politiche macroeconomiche necessarie e appropriate. Sosteniamo fermamente il ruolo cruciale del Fmi nell’assistere i paesi colpiti dalle turbolenze e accelereremo la piena applicazione delle raccomandazioni del Fsf". Mentre le banche centrali restano pronte a intervenire in caso di necessità, come assicura il governatore della banca di Francia Christian Noyer, il piano incassa il via libera e l’appoggio dell’Unione Europea. "Appoggiamo pienamente" quanto stabilito dal G7, afferma il commissario europeo agli affari Economici, Joaquin Almunia, secondo il quale l’azione del G7 "è in linea con le conclusioni dell’Ecofin". "Nessuna banca sarà lasciata fallirè" assicura il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, plaudendo anche al vertice che si terrà a Parigi domanica prossima. L’accordo è una "cornice organica" entro la quale fare scattare gli interventi dei vari paesi per fornire liquidità ai mercati e per proteggere i consumatori, spiega Paulson, sottolineando che gli Stati Uniti andranno avanti con il piano di acquisto di quote nelle istituzioni finanziarie e che lo faranno in tempi stretti, ma effettuando scelte oculate.

La posizione di Bush Il filo conduttore dei lavori del G7 e del Fondo Monetario Internazionale in corso a Washington è stata la necessità di coordinare gli sforzi a livello internazionale per risolvere la crisi finanziaria. E tra i paesi del G7 c’è pieno accordo sulla necessità di "dare una risposta globale alla crisi", che a sua volta ha assunto dimensioni mondiali. Al termine di un incontro alla Casa Bianca con i ministri delle Finanze del G7, Bush ha assicurato: "Siamo entrati in crisi insieme, ne usciremo insieme". Il presidente ha sottolineato che gli Stati Uniti stanno facendo tutto quanto in loro potere per "allontanare una minaccia alla prosperità del Paese". Certo, ha sottolineato Bush, "il problema non potrà essere risolto in una notte" e servirà del tempo prima che le strategie messe in atto dai vari paesi diano risultati.

I pronostici di Confindustria "Siamo entrati in un periodo di recessione, ma non bisogna drammatizzare". Le previsioni di Confindustria sul pil del 2009, che saranno annunciate ufficialmente lunedì, indicano il segno negativo e precisamente -0,5%. Nel corso di un dibattito con il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, ospitato dal convegno di Quarta Fase, il presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, ha affermato che l’impatto della crisi finanziaria sull’economia reale "è in arrivo e sarà significativo". La leader di Confindustria ha quindi preannunciato che i forecast dell’ufficio studi di Confindustria, che saranno resi noti lunedì, annunceranno che il pil del 2009 scenderà dello 0,5%: "Eravamo stati ottimisti e avevamo indicato un +0,4% - ha spiegato - ma dobbiamo rivedere la previsione al ribasso".

La mossa dell'Eurogruppo Tra le ipotesi al vaglio dell’Eurogruppo per trovare soluzioni alla crisi finanziaria internazionale c’è quella di un ingresso degli Stati europei nel capitale delle banche. Lo ha detto il ministro dell’Economia francese, Chrstine Lagarde, alla vigilia del vertice di Parigi dei Paesi dell’eurozona. Il ministro dell’Economia francese, Christine Lagarde, interpellata da France Info, ha spiegato che è "molto probabile" un maggiore partecipazione dei Paesi europei nel capitale delle banche, "perché le banche europee sono anche loro sottocapitalizzate". "Abbiamo visto la Gran Bretagna, che è fuori dell’eurozona, fare delle proposte di questo tipo e mobilitare 25 miliardi di sterline in un primo tempo", ha proseguito Lagarde. "Vedremo se ciò interesserà l’eurozona, ma penso che sia una delle piste". Lagarde ha detto però che mettere più denaro pubblico nelle banche francesi "non è necessario" nello stato attuale delle cose.

Tremonti: "Salvare tutte le banche" L’obiettivo del governo italiano è quello di "salvare tutte le banche" non solo quelle "sistemiche". Per il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, non è pensabile un salvataggio limitato ad alcuni istituti di credito. L’Italia presenterà una propria bozza di riforma globale dei mercati per dare vita a una nuova Bretton Woods già sabato 11 ottobre all’Fmi e al G20 e quindi durante il suo turno di presidenza del G8. Al termine della riunione del G7 Tremonti illustra il piano di azione dei sette grandi e ribadisce le linee guida delle misure anti-crisi del governo italiano. Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, definisce "eccellente" il comunicato del G7 volto a rassicurare i mercati finanziari. L’Italia, afferma il ministro, sta lavorando e, in vista della sua presidenza di turno del G8 che partirà a gennaio 2009, presenterà nelle riunioni del Fondo Monetario e del G20 una prima bozza per arrivare a una "nuova Bretton Woods" per regolare i mercati finanziari che tenga conto anche del nuovo ruolo dello Stato, impegnato a non far fallire le istituzioni finanziarie e farsi carico del debito fin qui assunto dai privati. E va ripensato anche l’accordo Basilea 2, in base al quale le banche devono accantonare quote di capitale proporzionali al rischio derivante dai vari rapporti di credito assunti, valutato attraverso rating.

Draghi: "Non ho la sfera di cristallo" Una domanda difficile, non ho la palla di vetro". Così il governatore della Banca d'Italia e presidente del Financial Stability Fourm, Mario Draghi, ha risposto a chi - nel corso di una conferenza stampa - gli ha chiesto quando a suo avviso sarebbe finita la crisi in atto. "Le agenzie di rating devono cambiare molto, devono eliminare i conflitti di interesse ed essere più trasparenti nei metodi che usano". Nel suo report l'Fsf esorta le agenzie di rating a intensificare i propri sforzi per andare incontro alle raccomandazioni del Financial Stability Forum. Il comunicato del G7 dà un "segnale giusto". "Ora abbiamo bisogno di azione", ha aggiunto Draghi sottolineando che "un'azione congiunta" nella crisi "é importante". "Non voglio usare la parola coordinamento - ha sottolineato - perché è troppo ambiziosa". "Essere trasparenti paga: più il mercato sa, meglio è per la stessa società".

L'Fmi appoggia il piano del G7 Il Fondo monetario internazionale "appoggia fortemente" il piano di azione in cinque punti deciso ieri dal G7 e spiega che di fronte alla "natura sistemica e profonda della crisi" occorra "una eccezionale vigilanza, coordinamento e prontezza nell'intraprendere un'azione coraggiosa". E' quanto si legge nel comunicato dell'Imfc, l'organismo che stabilisce le linee guida dell'organismo.

Ricadute sui paesi emergenti L'Fmi lancia l'allarme per le "possibile ricadute" della crisi finanziaria sulle economie di "diversi mercati emergenti" che pure "hanno portato avanti politiche solide negli ultimi anni". L'Imfc dell'organismo spiega come sia necessario un coordinamento fra economie avanzate ed emergenti perché la difficile situazione finanziaria globale "che vede prezzi elevati di cibo e carburante", aggiunge difficoltà per tutti "a preservare la stabilità macroeconomica, il sostegno alla crescita e i progressi nella riduzione della povertà".