Banche a caccia di ragionieri ma le scuole sono quasi vuote

Al Cattaneo nel 2005 si sono diplomati solo in sei. Il dirigente: le aziende ci hanno appena chiesto 200 nomi, ma non li abbiamo

Augusto Pozzoli

Si svuotano le scuole per ragionieri. A cominciare dall’Istituto Cattaneo di piazza Vetra, che per tutto lo scorso secolo ha fornito a banche ed aziende milanesi i migliori contabili. I dati sono di per sé eloquenti: fino ai primi anni Novanta c’erano quasi trecento diplomati ad ogni maturità, nel 2005 il numero dei neoragioneri si è fermato a quota sei. Ai prossimi esami di Stato non andrà molto meglio: in quinta ci sono quattordici iscritti, e chissà quanti arriveranno al diploma. E le previsioni non danno segni di miglioramento della situazione. Un altro dato significativo: quindici anni fa il Cattaneo vantava oltre 1.200 iscritti suddivisi in 97 classi, mentre attualmente ci sono solo cento alunni per cinque classi. Un calo iniziato da tempo, tanto da indurre l’amministrazione scolastica ad aggregare in un unico istituto sia gli aspiranti ragionieri che gli aspiranti geometri.
«Qualche giorno fa – racconta sconsolato il dirigente scolastico, Nicola Giammarino – abbiamo incontrato i genitori per le iscrizioni alle prime del prossimo anno scolastico. Dopo il primo approccio li abbiamo invitati a dividersi per capire meglio come erano organizzati i due diversi indirizzi presenti nella scuola. E, tra la sorpresa di tutti, abbiamo dovuto prendere atto che, a sentire i docenti, per le iscrizioni a ragioneria non c’era nemmeno un genitore. Se questo è l’orientamento, il prossimo anno non potremo più formare una sola classe di questo indirizzo». Un fenomeno che lascia esterrefatto lo stesso dirigente scolastico: «Non capisco che cosa stia succedendo – dice –, soprattutto se penso al dramma delle nuove generazioni per trovare un posto di lavoro. Mancano ancora sei mesi per avere i neodiplomati, e nella nostra segreteria ci sono già richieste da parte di banche e aziende piccole e grandi per avere i nomi di almeno duecento neoragionieri. Posti di lavoro sicuri, dunque, ancora prima di avere in mano il diploma, segno che questo è un indirizzo di studi che offre delle ottime prospettive occupazionali in ambienti di lavoro qualificati». E invece, spiega Giammarino, «alle tante aziende che offrivano i posti ho dovuto rispondere che ci dispiace, ma non avevamo la possibilità di accogliere la loro preziosa offerta. Mi pare che siamo di fronte a una situazione davvero paradossale, del tutto incomprensibile».
Per cercare di capire cosa sta dietro a questo fenomeno, l’istituto Cattaneo ha organizzato per sabato mattina un seminario in cui un gruppo di esperti affronterà le ragioni di questa crisi. Ha assicurato la sua presenza anche l’assessore provinciale all’Istruzione Giansandro Barzaghi. «Non vogliamo lasciare nulla di intentato - assicura il dirigente scolastico - per far capire alle famiglie il valore di questa scuola. I nostri programmi sono all’avanguardia, le strutture e le risorse didattiche sono aggiornatissime. Abbiamo appena rinnovato i laboratori di informatica investendo in un sol colpo 450mila euro. Abbiamo, insomma, le carte in regola per assicurare ai giovani una buona preparazione culturale e professionale, con la prospettiva di arrivare non a un pezzo di carta inutile, ma al diploma di ragioniere che è immediatamente spendibile sul mercato del lavoro. Mi pare che questa sia una garanzia che merita da parte delle famiglie milanesi ben altra considerazione».