Le banche centrali rianimano le Borse

da Milano

Buona la terza. All’inizio della settimana, le banche centrali raggiungono l’obiettivo di riportare la calma sui mercati dopo i tentativi andati a vuoto giovedì e venerdì scorso, quando le Borse si erano avvitate in una spirale ribassista innescata dalla crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti. Questa volta, invece, la discesa in campo della Bce, che ha messo a disposizione del sistema altri 47,6 miliardi di euro dopo gli oltre 150 garantiti in precedenza, cui si è affiancata la Bank of Japan (5,1 miliardi di dollari), la Bank of Canada (670 milioni di dollari canadesi) e successivamente la Federal reserve, seppur con un mini intervento da due miliardi di dollari (erano stati 38 la settimana scorsa), ha avuto successo. L’Eurotower ha parlato di situazione che si «va normalizzando», mentre la Commissione Ue ha sottolineato come le misure di contrasto prese «abbiano avuto l’effetto desiderato».
La grande paura del weekend, indotta dai timori di una prosecuzione della catena ribassista, si è dissolta fin dalla prima mattina con la tenuta confortante delle piazze asiatiche, cui ha poi fatto seguito la ben più decisa ripresa dei listini europei, dove i rialzi sono stati compresi tra l’1,4% di Zurigo e il 3% di Londra (a Piazza Affari il Mibtel ha guadagnato l’1,24%), grazie anche alla spinta garantita da Wall Street. Quest’ultima piazza, in realtà, nell’ultima mezz’ora di scambi ha annullato ogni guadagno, chiudendo con un segno meno: un’inezia (-0,02% Dow Jones, -0,10 Nasdaq) che ha però incrinato il quadro generale, riaccendendo qualche paura per oggi.
L’avvio positivo era stato confortato, tra l’altro, dalla decisione di Goldman Sachs di rifinanziare per tre miliardi di dollari un hedge fund colpito dalla crisi dei mutui a rischio di insolvenza. Il gruppo di private equity Blackstone, che ha chiuso il trimestre con utili triplicati, ha però messo tutti sull’avviso: le difficoltà nel reperire fondi impatteranno inevitabilmente sui risultati del gruppo.
Se Morgan Stanley è convinta che questo sia «il momento giusto» per ricomprare azioni europee, destinate a riapprezzarsi «del 17% nei prossimi mesi» (ma JP Morgan consiglia di stare alla larga dai titoli finanziari), solo l’andamento borsistico dei prossimi giorni potrà dire se quello di ieri è stato solo un rimbalzo. Un recupero costato alle banche centrali oltre 220 miliardi di euro. Proprio le future mosse della Fed e della Bce determineranno il percorso delle Borse. Rispetto a venerdì scorso, i mercati hanno aggiustato il tiro sui future dei Fed Fund: la scommessa di un taglio di mezzo punto percentuale dei tassi Usa, accreditata la scorsa settimana di un 50% di possibilità, è stata cancellata. Regge ora l’ipotesi (100%) di un ammorbidimento della politica monetaria nella riunione del prossimo 18 settembre. Tanta sicurezza potrebbe tuttavia scontrarsi ancora una volta con le intenzioni del numero uno dell’istituto di Washington, Ben Bernanke. Soprattutto se il successore di Alan Greenspan continuerà a ripetere che l’inflazione resta il pericolo principale per l’America e che la crescita economica, per quanto moderata, proseguirà. I dati macroeconomici diffusi ieri danno per certi versi ragione all’ex professore di Princeton: in luglio le vendite al dettaglio, in calo il mese prima dello 0,7%, sono risalite dello 0,3%, a un ritmo superiore alle previsioni. L’andamento delle vendite, da cui dipendono i due terzi del Pil Usa, sembra indicare che i consumatori americani non hanno finora risentito né della meno brillante situazione del mercato del lavoro, né dei problemi legati al settore del credito. Se la tenuta dei consumi mantenesse i prezzi al consumo su livelli ritenuti troppo elevati dalla Fed, Bernanke potrebbe convincersi ulteriormente della necessità di non cambiare i suoi indirizzi. Quanto alla Bce, gli analisti sono divisi. Alcuni non hanno dubbi sul fatto che l’istituto alzerà i tassi a settembre di un quarto di punto al 4,25%. Altri puntano su un nulla di fatto, nonostante le recenti indicazioni di Jean-Claude Trichet indichino la volontà di procedere con una stretta.