Le banche chiedono a Novari tre mesi in nero

Le banche sono state chiare con Vincenzo Novari, il brillante numero uno di 3: «La società potrà sbarcare sul listino di borsa entro la fine dell’anno, solo se avremo visibilità di un margine operativo lordo del quarto trimestre del 2005 positivo». I videofonini hanno già messo in fila sette banche: Morgan Stanley, Goldman Sachs, Merrill Lynch, Jp Morgan, Hsbc, Intesa e Sanpaolo. Le stesse che sono chiamate a rifinanziare un prestito da 2,5 miliardi in scadenza (e che precedentemente era stato erogato principalmente da Abn Amro, Jp Morgan e Hsbc). Proprio in questi giorni si stanno rinegoziando le condizioni.
Il pacchetto finale di risorse che Novari chiede al mercato è dunque di 5 miliardi: 2,5 dal prestito bancario e altrettanti derivanti dalla quotazione del gruppo telefonico.
La quota in collocamento infatti dovrebbe rientrare in un range che va dal 20 al 30 per cento del capitale totale della società: in funzione delle valutazioni che si daranno all’intero pacchetto e all’esigenza di portare a casa circa 2,5 miliardi di euro di risorse fresche.
La data clou per capire se 3 ce la farà a raggiungere il mercato entro la fine dell’anno, sarà metà novembre: entro la terza settimana infatti si potrà avere un quadro chiaro dell’andamento economico della società Umts, con focus sull’Ebitda.
Novari sta dunque, e comprensibilmente, spingendo sull’acceleratore. E sa che i suoi principali concorrenti, Tim e Vodafone, hanno in cantiere operazioni e offerte commerciali di tutto rilievo da lanciare prima di Natale.
Un banchiere l’ha già definita «la tempesta perfetta»: una battaglia senza esclusione di colpi per conquistare fette di mercato e clientela di buon livello.
Nel frattempo Wind non sta a guardare. Nel 2006 occuperà anch’essa la scena borsistica, con la quotazione. E c’è da scommettere che non vorrà lasciare gioco facile ai concorrenti.