Banche in crisi, 16500 addetti in meno in 8 anni

Il quadro allarmante dell’andamento occupazionale nel settore bancario nel Lazio è stato illustrato, ieri nel corso di una conferenza stampa, dal segretario provinciale di Roma dell’Ugl Massimo Bernetti, che ha snocciolato dati preoccupanti: «Sono stati 16.500 i lavoratori bancari non più in attività tra il 2000 e il 2008, di cui 13.500 non più in attività tra il 2000 e il 2006, e 3 mila quelli in esubero tra il 2007 e il 2008. «L’andamento negativo nel Lazio dipende - spiega Bernetti - dallo spostamento delle direzioni bancarie al Nord. La riorganizzazione del sistema creditizio nazionale avviata in questi anni ha, infatti, comportato per Roma e per il Centro-Sud, il trasferimento dei centri decisionali al Nord, con la perdita di posti di lavoro nel Lazio».
Una situazione aggravata anche dagli stati di pre-crisi annunciati da alcuni istituti di credito: «Le banche che suscitano maggiori preoccupazioni - continua Bernetti - sono la Fonspa, del gruppo Morgan Stanley, la Macquarie Bank Italia ed Europrogetti Finanza, partecipata sia dalla Cassa Depositi e Prestiti sia da Unicredit».
Il segretario dell’Ugl Credito di Roma ha inoltre lanciato un appello alle istituzioni «affinché prestino attenzione alle decisioni societarie delle banche in quanto le volontà aziendali di ottenere rilevanti economie di costi, potrebbero comportare per il territorio romano, ulteriori e improponibili ricadute dei livelli occupazionali, con una “pericolosa contrazione delle entrate fiscali”. Auspico - ha concluso- che ci sia proprio da parte delle istituzioni una sensibilizzazione nei confronti del sistema bancario, da sempre attento al tema della responsabilità sociale di impresa, e che venga fatta un’inversione di tendenza che consenta di rinvigorire i livelli occupazionali romani e del Lazio».
Dello stesso avviso il consigliere comunale e presidente della Commissione bilancio Federico Guidi, secondo cui «è necessario prestare la massima attenzione alle conseguenze occupazionali che le operazioni di riorganizzazione del sistema creditizio nazionale ed estero, attualmente in corso o in procinto di essere intraprese, potranno avere sul tessuto occupazionale e produttivo della città di Roma», sottolineando, inoltre, «che i piani di riorganizzazione o ristrutturazione nel comparto del credito hanno prodotto consistenti riduzioni di organici valutabili in diverse migliaia di lavoratori esonerati, pensionati o licenziati».
Guidi ha confermato che presenterà in consiglio comunale un ordine del giorno «per istituire un tavolo di confronto tra istituzioni, Abi (Associazione bancaria), Aibe (Associazione banche estere in Italia), per affrontare l’emergenza e sensibilizzare la Banca d’Italia», concordando con l’Ugl Credito «sul fatto che la politica debba scendere in campo per prevenire o evitare conseguenze negative per i lavoratori».