Banche e Bocconi nuovi nemici degli studenti

RomaAncora strade invase dai fumogeni. Ancora piazze assediate, banche e istituzioni prese di mira con uova nel migliore dei casi o sassi nel peggiore. Ancora città ostaggio di poche migliaia di contestatori. «Monti o Tremonti per noi non cambia niente», urla un ragazzo incappucciato a Milano ed è l’ennesima riprova, se per caso qualcuno ne avesse avuto ancora bisogno, che nessuna soluzione facile è a portata di mano. Silvio Berlusconi non è più presidente del consiglio. Ma lo spread non diminuisce e anche la protesta degli studenti non si ferma.
Per la verità gli studenti, ovvero coloro che studiano, in maggioranza erano nelle aule delle scuole e delle università a fare lezione, come sempre e gli studenti «veri» che hanno scelto di manifestare per la Giornata mondiale dei diritti dello studente anche ieri lo hanno fatto pacificamente. Esattamente come quando al governo era il centrodestra. Ma allora faceva comodo dire che «tutta la scuola era in piazza» contro il governo Berlusconi al quale venivano imputate comunque eventuali esplosioni di violenza. Ora invece non si può lisciare il pelo ai contestatori perchè non fanno più comodo al centrosinistra e un’opposizione al governo Monti a parte la Lega, non c’è. Eppure i violenti che non sanno far altro che menare le mani sono gli stessi e anche le ragioni della protesta non cambiano: contro le banche, il potere delle finanziarie, contro una crisi che ruba il futuro. Gli slogan però ora sono tutti contro Monti e i nuovi obiettivi privilegiati degli esagitati sono le università private, Bocconi e Cattolica, e le banche.
Tensione e scontri pesanti si sono registrati a Milano quando i contestatori hanno cercato di raggiungere la Bocconi, bersaglio simbolico della protesta visto il passato bocconiano di Monti. É scoppiata anche una rissa interna al corteo tra manifestanti mentre un gruppo è riuscito ad entrare nel cortile dell’Abi in via Olona per esporre uno striscione con la scritta «save the school not banks». Feriti e contusi anche a Torino quando una parte del corteo ha cercato di raggiungere la sede della Banca d’Italia e la polizia ha caricato per fermarla, ricevendo per risposta uova e bottiglie. Violenza a Palermo dove è stata presa di mira prima la sede di Intesa San Paolo poi quella di Unicredit. Polizia e manifestanti si sono fronteggiati arrivando anche in alcuni casi allo scontro fisico: manganellate contro sassi e fumogeni lanciati dai giovani. A rimetterci un uomo anziano, che si è messo in mezzo ed è stato ferito alla testa.
Nessun incidente di rilievo al corteo romano che però ha paralizzato la città già messa a dura prova dallo sciopero dei mezzi pubblici indetto dai Cobas. I due cortei, Cobas e studenti si sono uniti e poi separati. Quello di scuole e università non ha rispettato il percorso concordato con la questura ed ha sfidato la polizia per arrivare il più vicino possibile al Senato dove Monti stava tenendo il suo primo discorso da premier. Esordio subito sottolineato dai cori dei contestatori e dal lancio di uova e bucce d’arancia. Non ci fidiamo Monti, questo è il governo dei banchieri, urlavano i ragazzi che però non hanno potuto avvicinarsi più di tanto a Palazzo Madama circondato dai blindati. Il neoministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, è pronto ad ascoltare le ragioni degli studenti ma condanna «nella maniera più ferma la violenza contro persone e cose».