Banche in Fiat a 10,28 euro per azione

«Gli istituti di credito azionisti porteranno stabilità nel gruppo torinese»

nostro inviato a Francoforte

Alla vigilia del cda che domani darà il via all'aumento di capitale di 3 miliardi al servizio del prestito convertendo, la Fiat ha determinato in 10,28 euro il prezzo di sottoscrizione delle azioni ordinarie che saranno emesse dalla società e quindi sottoscritte dalle banche finanziatrici il 20 settembre. Tale prezzo, spiega una nota, risulta dalla media tra 14,4409 euro e la media ponderata dei prezzi ufficiali rilevati nei 6 mesi precedenti la data di ieri. Secondo l’agenzia Radiocor alle banche creditrici andrà il 26,718% del capitale del Lingotto, mentre l'Ifil si diluirà al 22,615% dall'attuale 30,6%. Le azioni saranno anche offerte in opzione a tutti gli azionisti Fiat, che a questi prezzi non avranno ovviamente alcun interesse a sottoscrivere. Ieri le Fiat sul mercato quotavano infatti 7,658 euro (-1,4%). Il presidente Luca di Montezemolo, ieri a Francoforte per il Salone dell'auto, non ha voluto toccare il tema convertendo e l'imminente ingresso delle banche nell'azionariato torinese (tra gli istituti, Intesa avrebbe già «alleggerito» la propria partecipazione). Riguardo la Ferrari, dopo la separazione da Maserati, ha detto che raggiungerà a fine anno «un utile molto importante con vendite che saranno da record» e che il Lingotto manterrà la sua quota del 56%.
Il numero uno della Fiat ha ricevuto anche la vista di Rick Wagoner, presidente di GM, con cui il Lingotto, dopo il divorzio di febbraio, continua a collaborare. «Con loro - ha commentato Montezemolo - i rapporti sono rimasti buoni». E se tra Fiat e Gm gli unici legami rimasti riguardano la produzione comune del motore 1.3 Multijet in Polonia, è ora con Ford che Torino ha deciso di dividere una nuova alleanza. «Questo accordo - ha precisato Montezemolo - ci permette di sfruttare al meglio la piattaforma della Panda per la produzione della futura 500. Inoltre beneficeremo di un'importante riduzione dei costi». Al Salone c'era anche John Fleming, da pochi giorni a capo di Ford Europa. «Siglata la lettera d'intesa con Fiat - ha detto - dobbiamo lavorare ai dettagli di un progetto che verte sullo sviluppo di una vettura del segmento A. Entro l'anno saremo in grado di essere più precisi».