Banche, guida utile alla convenienza

Sono 30 milioni i titolari di un conto corrente in Italia secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia. Per soddisfare questa massa di clienti gli istituti di credito negli ultimi dieci anni si sono dati un gran da fare: nuovi servizi, prodotti a basso costo e l’internet banking, che è forse la novità più grossa. Gli utilizzatori della banca via internet sono oggi il 24,4% dei correntisti, mentre oltre un milione (il 3,7% dei correntisti) e in rapida crescita sono gli utenti della banca diretta, vale a dire la banca on line pura, senza sportelli. Secondo una recente ricerca curata dalla Sda Bocconi per Ing Direct, la banca diretta viene scelta sia per i costi più bassi, sia perché è in grado di soddisfare bisogni quali la comodità, la trasparenza, l’immediatezza. Al contrario, la banca tradizionale continua a essere preferita da chi privilegia il contatto umano con il personale delle filiali. Ma come si sceglie un conto corrente che offra tutti i servizi che servono, senza spendere più del necessario?
Il primo punto riguarda i costi, che di solito sono molti e variegati. Si va dalle spese fisse di gestione a quelle di invio estratto conto, dalle commissioni di liquidazione annuale alle spese per le operazioni allo sportello, tramite internet o telefono, dalle commissioni per il prelievo di contante ai costi di estinzione, alle spese di invio documentazione e comunicazioni, solo per citare gli oneri più comuni. A fronte di questi costi c’è tradizionalmente una contenuta remunerazione delle giacenze. La discesa dei tassi (quelli pagati ai clienti si adeguano all’ingiù velocemente) l’ha però ormai portata, nei conti tradizionali, vicino allo zero, si va dallo zero tondo allo 0,5 per cento. Infine bisogna valutare i servizi offerti: dal Bancomat alle carte di credito, dal Fastpay ai bonifici, dai pagamenti tramite Rid alla domiciliazione delle utenze.
Trovare il conto su misura non è possibile, ma il Giornale ha individuato i conti correnti tradizionali e on line più convenienti sul mercato applicando alle esigenze medie annue di una famiglia standard i dati raccolti dal Consorzio PattiChiari, l’iniziativa dell’Abi volta a promuovere la trasparenza nel mondo del credito. Le caratteristiche utilizzate sono le seguenti: accredito dello stipendio o della pensione, 4mila euro di giacenza media, deposito titoli, Bancomat con 34 prelievi presso la propria banca e sette in altri sportelli, domiciliazione delle utenze, tre bonifici l’anno verso l’Italia, sei pagamenti con assegno, 45 pagamenti col Bancomat, invio dell’estratto conto trimestrale e comunicazione sulla trasparenza bancaria. Il risultato più interessante è che questo insieme di servizi si traducono in un costo medio di 82,2 euro l’anno per i 32 conti tradizionali esaminati e di 46,9 euro per i 23 conti on line. Il conto tradizionale più economico in assoluto è Che conto di CheBanca! (gruppo Mediobanca) che offre un’abbinata conto-dossier titoli a 12 euro l’anno. È previsto inoltre l’abbinamento del conto corrente a un conto di deposito ad alto rendimento con interessi anticipati fino al 4,70% lordo annuo, senza imposte di bollo. Con 18 euro l’anno segue Conto Dynamic di Banca Generali, quindi Genius Ricaricabile di Unicreditbanca (24 euro all’anno), Conto Fideuram di Banca Fideuram (29,6 euro) e Bpm Contoservices della Popolare di Milano (49,7 euro annui).
Per quanto riguarda i conti on line, vale a dire i conti da sottoscrivere e utilizzare via internet, ce ne sono cinque che non fanno pagare alcun costo. Si tratta del Conto Fineco di Finecobank (il cui canone mensile iniziale di 5,95 euro è progressivamente azzerato se il cliente effettua movimenti quali l’accredito automatico di stipendio o pensione, il prelievo Bancomat, gli investimenti), del Contocorrente Arancio di Ing Direct, del Contocorrente Iw di Iw bank, del Genius Ricaricabile di Unicreditbanca e del Che conto di Che Banca!: questi ultimi due offrono, come s’è visto, anche servizi tramite gli sportelli sul territorio, ovviamente aggiungendo dei costi. Da notare, infine, che quasi tutti i conti prevedono in aggiunta bolli governativi pari a 34,2 euro l’anno: Contocorrente Arancio di Ing Direct invece, in caso di accredito dello stipendio o della pensione, o di un saldo medio trimestrale maggiore di 3mila euro, esenta il cliente dal pagamento del bollo.