Le banche negano gli aiuti: 2 imprenditori si impiccano

Il primo caso in Veneto. Poi l’incredibile storia di un negoziante pugliese: gli rifiutano un prestito di 1.300 euro e gli chiedono 4.500 euro di commissioni

La banca che ti sbatte la porta in faccia. La vergogna di due imprenditori che non hanno più soldi per pagare i dipendenti. E quella parola - fallimento - che ti strappa l’anima, la voglia di vivere, la forza di guardarti allo specchio. A tutto questo devono aver pensato i due uomini che hanno deciso di togliersi la vita: uno al nord, in Venteo; l’altro al sud, in Puglia. A dimostrazione che la crisi stritola senza fare differenze sulla cartina geografica. Banche ottuse, nel «ricco» settentrione come nel «povero» meridione. Luoghi comuni? Forse. Ma poco importa quando la voglia di farla finita supera quella di andare avanti.

Partiamo dal dramma dell’imprenditore veneto. Un artigiano di 60 anni a Noventa di Piave (Venezia). L’uomo, padre di una figlia e residente a San Donà, è stato trovato impiccato da un dipendente nel capannone della falegnameria che gestiva a Noventa. Sulle cause del gesto indaga la magistratura: ci sarebbe una lettera che l’artigiano ha lasciato in cui si spiega il perché del suicidio legato a problemi economici, aggravati anche dalla «chiusura dei rubinetti» da parte delle banche.

Il gesto, riportato da molte testate locali, ha sollevato parecchi commenti, anche nel mondo della politica. Primo tra tutti quello del presidente della Regione Veneto Luca Zaia: «È scandaloso il fatto che sia nata una nuova figura di fallito. Una volta il fallito era quello che aveva i debiti, oggi sono quelli con i crediti. Anche questo nuovo tragico fatto va in questa direzione: oltre trenta suicidi di veneti che non si sono tolti la vita nei villaggi turistici, in vacanza, ma all’interno delle loro aziende».

Passiamo ora alla tragedia dell’imprenditore pugliese. Da qualche giorno era sconvolto. Sentiva che non ce l’avrebbe fatta a gestire la crisi che aveva colpito le sue attività commerciali, messe su in 40 anni di sacrifici. In pochi giorni si era visto addebitare, forse per errore, 4.500 euro di commissioni bancarie e rifiutare un misero prestito di poco più di mille euro. Dopo il rifiuto del piccolo mutuo, il 60enne Vincenzo Di Tinco, titolare di un negozio di abbigliamento e di altre attività commerciali a Ginosa Marina (Taranto), si è suicidato impiccandosi ad un albero. A fare la scoperta ieri mattina è stato uno dei suoi tre figli, insospettito dal mancato rientro a casa del genitore. Ora la moglie e i figli del commerciante hanno ricostruito le ultime ore di vita di Vincenzo Di Tinco.

Il sessantenne l’altroieri, alle 15.30, aveva appuntamento con il direttore di una banca locale, a cui aveva chiesto aiuto per un fido di soli 1300 euro, necessario per coprire una fornitura. Di Tinco si era già rivolto a un legale e aveva aperto un contenzioso con la stessa banca in quanto si era visto addebitare somme rilevanti (oltre 4.500 euro), che lui contestava, come commissioni per l’utilizzo del Pos, il terminale fornito ai commercianti per accettare il pagamento con carte di credito. Per questo aveva chiamato in causa anche la concessionaria del Pos, una società di Palermo. «Dagli estratti conto - spiega il legale nominato dalla famiglia del commerciante suicida per seguire gli sviluppi dell’inchiesta - sono emersi addebiti sproporzionati per le transazioni, probabilmente frutto di errori. Il commerciante lo aveva fatto presente quando ha chiesto il nuovo fido, ma non è riuscito ad ottenere la copertura finanziaria». Una vergogna insopportabile per un uomo per bene. E mettersi una corda attorno al collo deve essergli sembrata una liberazione.

Commenti

sgangemi

Sab, 10/03/2012 - 10:06

Non siamo esseri umani per le banche ma numeri: freddi senz'anima,solamente numeri! e i banchieri , iene pronte a sbranare chiunque abbia sfortunatamente bisogno dei loro servizi. Se questo è il mondo che ci propongono i poteri economici e la politica,un mondo senz'anima, inerte,speculativo, possiamo definirci robot, solamente macchine ad uso e consumo di chi al posto del cuore detiene una calcolatrice; se questo è progresso preferisco vivere nel mondo delle caverne!

sicuterat

Sab, 10/03/2012 - 10:09

A quando i primi bancari in galera?

voce.nel.deserto

Sab, 10/03/2012 - 10:16

Perchè non interviene il ministro Passera per chiedere alle banche interessate dove hanno messo i danari che la BCE ha trasferito loro per finanziare famiglie ed imprese? Le banche non possono rifiutarsi di assolvere alla propria funzione di intermediazione del credito .Casi da approfondire anche a livello giudiziario per l'effetto che ne è sortito..

eglanthyne

Sab, 10/03/2012 - 10:41

La magistratura spero che indaghi su queste tristi vicende .

saul1964

Sab, 10/03/2012 - 10:47

Per una cosa simile, invece che suicidarmi, sono finito in mano agli usurai e mi sono rovinato la vita per 9 anni. La mia e quella della mia famiglia.

laura

Sab, 10/03/2012 - 11:01

Cosa volete che sia? Mica erano due poveri carcerati???

moggista percaso

Sab, 10/03/2012 - 11:13

se è vero che i finanziamenti dati dalla bce alle banche devono e sottolineo devono servire solamente ad acquistare e vendere e riacquistare bot, cosa rimane per noi? nessuno va in piazza per sostenere chi ha un'attività propria in crisi, mentre la fiom e i fiancheggiatori vanno in piazza per l'art.18... è come tagliarsi l'erba sotto i piedi...

edda.buti

Sab, 10/03/2012 - 11:13

Ma è mai possibile che si debbano sentire certe ferali notizie? I banchieri e i bancari, foraggiati dalla grande nuova banca europea, si tengono ben stretti i soldoni a loro concessi all'1%. E si comprano titoli con interessi ben differenti. E lasciano che succeda questo schifo....Povere persone che si trovano strangolate dalle banche amiche del grande pres. del consiglio, loro partner effettivo.

tonipier

Sab, 10/03/2012 - 11:36

" CI VUOLE UNA LEGGE SERIA SU QUESTE "BANDE" Il malessere del MERIDIONE in particolar modo sono queste.... non si può far finta di disconoscere questo male ...sono diecine di diecine di anni che la cucagna continua.. a favore di chi? dove vanno a finire i solo risparmi di questi?...una situazione catastrofica anche sotto il profilo umano.

red_baron

Sab, 10/03/2012 - 12:04

Gente che si spara o si impicca perché le banche non prestano loro qualche migliaio di sporchi euro. Ecco l'Italia che ha prestigio nel mondo, ecco l'Italia che rinasce, ecco l'Italia delle banche usuraie che fanno morire gli imprenditori, ecco l'Italia di Monti.

annaberg

Sab, 10/03/2012 - 12:12

Eccole le banche il mondo di Monti...... brave brave. tutto il casino nato con le banche che vendevano carta straccia (Usa e getta se dice da noi). Poi adesso mi sono visto alzare lo spread per il contocorrente da 2,25 a 3,75 %.... per fortuna il tasso è al 1%.... Vergogna Vergogna Vergogna...... Banche assicurazioni sono i veri ladri.......... Che commandano ma si sa, comprando tutti i titoli di stato.... hanno ricevuto i soldi dalla banca centrale europea pagandolo 1 % e poi hanno comprato i titoli di stato con un tasso di interesse del 7 %..... E al povero artigiano non gli danno un credito di 1.300. Storia paradossa: imprenditore che ha crediti nei confronti della sanità, la quale non gli paga. Va in banca a chiedere un fido per pagare l'iva. NON lo concedono (Basilea 3).... Non riesce pagare quindi adesso ha ricevuto anche l'imputazione per non aver pagato l'IVA...

Ritratto di Ennaz

Ennaz

Sab, 10/03/2012 - 12:32

Io avrei preferito condannare all'impiccagione i banchieri che hanno rifiutato il prestito!! L'Italia ed il Mondo sono divenuti preda dei poteri economici,che dispongono dei destini di imprenditori,cittadini,intere nazioni e sistemi politici!Se Satana è il sovrano di questo mondo,sta dimostrando tutta la sua potenza attraverso il danaro,portatore non più di sviluppo e benessere ,ma di morte,distruzione,fame e carestie!

disalvod

Sab, 10/03/2012 - 12:40

Chi Ha Sulla Coscienza E Chi Sono I Responsabili Di Queste Morti Che Potevano Essere Evitate?

annaberg

Sab, 10/03/2012 - 15:21

Bee si potrebbe ipotizzare all'istigazione al suicidio? Una cosa allucinante: non vai allo sportello ma usi home banking e poi ti appiopano 0,50 Euro di commissione.... Vai a pagare allo sportello e ne paghi 3 Euro..... Certamente qualcuno deve pagare gli stipendi e i rimborsi per i grandi manager delle Banche... Chiedete un pò al figlio del nostro Banchiere preferito (Monti). Ci credo che il posto fisso è monotono.... A questi manager strapagati.... Utili utili... (poi gli utili vengono fatti in quanto vengono dismessi posti di lavoro....) Brava gente poi magari ti fanno delle perdite e per sbarazzarsene gli pagono una bella buona uscita..... (per questo per Monti il posto fisso è monotono).

aspide007

Sab, 10/03/2012 - 22:12

@- Le banche: Un male necessario! Il cliente che cerca credito: Un povero disgraziato! I risultati: "più che evidenti"-