Banche La Popolare di Sondrio decuplica il dividendo grazie al boom degli utili

Esulteranno, probabilmente, i 163.844 soci della Banca Popolare di Sondrio nell’apprendere che l’esercizio 2009 è stato particolarmente favorevole, e che il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea la distribuzione di un dividendo decuplicato rispetto allo scorso esercizio: 0,33 euro, rispetto ai 3 centesimi staccati nell’anno nero della crisi. La Sondrio (ieri è stato annunciata l’acquisizione, dal Banco Popolare, di Factorit da parte della stessa Popolare insieme a Pop. Milano) è un modello di realtà radicata nel territorio, e il carattere cooperativo ispira un legame di particolare affezione tra azionisti e istituto: per l’assemblea, fissata il 27 marzo, sono attese a Bormio oltre 5mila persone, che saranno raccolte nei capoluoghi lombardi con collegamenti di pullman appositamente organizzati; è un’antica tradizione. Venendo ai conti, diffusi ieri, nel 2009 c’è stato un vero boom. La banca guidata da Piero Melazzini ha registrato un utile netto a 201,1 milioni, quintuplicato rispetto ai 43,6 milioni (+361%, per la precisione) del 2008. Il bilancio approvato dal cda riporta anche una crescita della raccolta diretta del 4,5%, a 19,1 miliardi. La corsa dell’utile 2009 viene spiegata soprattutto con «la ripresa di valore di titoli obbligazionari di proprietà della capogruppo, in particolare Cct, che nel 2008 avevano segnato gravose minusvalenze», si legge in una nota della società. I crediti verso la clientela l’anno scorso sono stati un totale di 18,1 milioni (+12,3%), mentre le sofferenze nette sono state pari allo 0,85% dei crediti verso la clientela, in crescita rispetto allo 0,69% di fine 2008. La rete del gruppo si componeva, alla fine dell’anno, di 300 filiali, con un incremento di 18: di queste, 16 riferite alla capogruppo e due alla controllata svizzera. La Sondrio è fortemente radicata in Lombardia, specie nel territorio valtellinese, dove registra la massima penetrazione; ma si estende anche in Trentino, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna e, con 30 sportelli, a Roma. Quanto all’evoluzione della gestione dell’anno in corso, le previsioni escludono di replicare «gli eccezionali profitti finanziari del 2009», ma il risultato netto dell’esercizio 2010 «potrebbe in linea di massima replicare quello del 2009, considerato l’effetto delle plusvalenze riferite alla cessione di quote azionarie delle partecipate Arca Vita e Arca Assicurazioni».