Banche, Tremonti: "Ora un sistema di controllo" Bossi: "Niente soldi se non aiutano le imprese"

Asse Tremonti-Bossi sulla necessità di un organo di controllo al credito. Citando l'articolo 47 della Costituzione il ministro: "Tutelare il risparmio ma anche controllare il credito". Il leader leghista preme sui contributi statali alle banche vincolati agli aiuti alle imprese. Napolitano: "La crisi si aggrava"

Roma - "Mai come oggi l’articolo più importante della nostra Costituzione è l’articolo 47, secondo cui la Repubblica tutela e incoraggia il risparmio e disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito che è il bene comune". Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel corso di un convegno sulle Pmi. "Dobbiamo tutelare il risparmio ma anche controllare il credito", ha aggiunto il ministro.

Bossi avvisa le banche Il leader della Lega Umberto Bossi si dice favorevole agli aiuti statali a favore delle banche purchè queste aiutino a sua volta le imprese. "Se le banche non danno soldi alle imprese allora è inutile aiutare le banche", ha detto Bossi a margine di un convegno sulle Pmi. A chi gli chiedeva un commento sull’ipotesi di nazionalizzazione delle banche, il leader del Carroccio ha risposto: "Sono d’accordo se nazionalizzazione vuol dire dare o ridare quello che è stato preso prima".

Casse svuotate dalla Dc
"Prima - ha proseguito Bossi - avevamo le casse di risparmio che erano grandi banche ma sono state svuotate dalla caduta della Dc e dei socialisti che hanno portato alla creazione delle fondazioni. Prima il sistema produttivo era sostenuto dalle grandi casse di risparmio poi è saltato tutto". Bossi infine si è detto favorevole all’ipotesi del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, di istituire un comitato di controllo presso le Prefetture sull’erogazione del credito alle imprese da parte delle banche: "Tremonti vuole affidare il controllo alle prefetture, serve un sistema di controllo legato al governo".

Tremonti: "Non salvare le banche, ma le famiglie" "Non possiamo salvare i banchieri che hanno fallito. Dobbiamo invece salvare le famiglie, il lavoro, le imprese e la parte buona delle banche", ha detto il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, nel suo intervento a un convegno sulle pmi, tenutosi oggi a Busto Arsizio in provincia di Varese. Tremonti ha spiegato che "ci vuole la saggezza del bonus pater familias. Ma troppe volte nelle banche si è pensato al bonus più che alla famiglia". Per il titolare dell'economia "il problema non è leggere libri di economia, ma la Bibbia, che è una fonte di saggezza".

Fondi per gli ammortizzatori In materia di ammortizzatori sociali "pensiamo di aver messo la quantità di finanziamenti e risorse giusti e noi pensiamo che siano sufficenti, am se no bastano troviamo i soldi", ha affermato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel corso di un convegno sulle Pmi. "Nel limite del possibile noi non vogliamo lasciare indietro nessuno". "Pensiamo di aver messo i soldi sufficenti ma se non bastano li troviamo", ha ribadito successivamente.

Federalismo fiscale: "Ci perdono i ladri" Con il federalismo fiscale "non ci perde il Sud ma ci perdono i ladri. Non si tolgono i soldi e i diritti alle famiglie ma si toglie il bottino ai ladri". Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel corso di un convegno sulle Pmi. "Il senso del federalismo è creare solidarietà e responsabilità, noi non vogliamo creare diritti diversi ma diritti uguali, ma che siano a costi uguali". Parlando dell’imposta Irap ("frutto di una mente malata") Tremonti ha detto: "Non è facile tirarla via, tuttavia va ridotta, un pezzetto alla volta e il vero colpo all’Irap verrà fuori con il federalismo fiscale". Sul tema è intervenuto anche il leader della lega, il ministro delle Riforme, Umberto Bossi,: "Non è facile però piano piano arriviamo a portare il provvedimento in Aula e sarà un grosso beneficio per lo stato e per l’economia, stiamo resistendo ma stiamo andando avanti". Il federalismo fiscale, ha spiegato Bossi, "riduce i costi dello Stato e questo non è poco". 

Napolitano: "La crisi si aggrava" Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ritiene che l’attuale crisi economica e finanziaria sia stia aggravando piuttosto che migliorare. Nel corso di un intervento al Quirinale oggi per la Giornata internazionale della donna, il capo dello Stato ha detto che la crisi "dà segni di ulteriore aggravamento che non di allentamento".