Banche Usa, servono 74 miliardi

Il conto adesso è fatto e ha i crismi dell’ufficialità: a 10 delle 19 banche Usa sottoposte agli stress test servono 74,6 miliardi di dollari. Dopo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, la Federal Reserve ha diffuso ieri i risultati delle prove sotto sforzo, un’ora dopo la chiusura negativa di Wall Street (Dow Jones -1,20%, Nasdaq in calo del 2,44).
A conferma delle voci che hanno scandito questi giorni di attesa, è Bank of America l’istituto che più abbisogna di nuovi mezzi freschi per 33,9 miliardi. In base agli stress test - scrive Bloomberg - la banca potrebbe riportare, nel 2009 e nel 2010, perdite pari a 136,6 miliardi. Vengono poi l’ex unità finanziaria di General Motors che ora include anche Chrysler GMAC (11,5 miliardi) e Citigroup (5,5 miliardi). Tra gli altri istituti che non hanno superato la prova, figura inoltre Well Fargo (13,7 miliardi), che potrebbe registrare nel 2009 e nel 2010 perdite pari a 86,1 miliardi, mentre Morgan Stanley, che alla vigilia veniva indicata tra le banche più resistenti, dovrà reperire 1,8 miliardi.
Il presidente della Banca centrale Usa, Ben Bernanke, ha sottolineato che i numeri sono fonte di un «considerevole sollievo» per gli investitori perché indicano che le banche hanno comunque al momento «capitali adeguati». «Gli ispettori hanno verificato che quasi tutte le banche - ha rassicurato Bernanke - hanno abbastanza capitale Tier 1 per assorbire le perdite più alte che si potrebbero verificare nell’ipotetico scenario più avverso. Il nostro governo - ha aggiunto Bernanke - attraverso il Tesoro è pronto a fornite qualsiasi capitale aggiuntivo possa essere necessario per assicurare che il nostro sistema bancario sia in grado di affrontare una nuova depressione economica».
Qualche ora prima della diffusione degli stress test, il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, aveva affermato che «i risultati aiuteranno a ristabilire la fiducia sui mercati». E il segretario al Tesoro, Tim Geithner, aveva sottolineato che nessuna delle 19 istituzioni esaminate è a rischio di insolvenza. Ma dopo un avvio positivo la Borsa di New York aveva cominciato a perdere colpi. Non sono dunque bastati i dati macroeconomici migliori del previsto riguardanti il mercato del lavoro e la produttività, uniti ai risultati convincenti delle società di vendite al dettaglio.
Ora è attesa la reazione di Wall Street, che oggi riaprirà i battenti con tutte le carte sul tavolo. La reazione potrebbe essere positiva. Anche perché nei giorni scorsi Bernanke aveva assicurato che gli istituti sono in grado di raccogliere i capitali di cui hanno bisogno senza dover ricorrere ancora agli aiuti pubblici.
Intanto, una banca del Texas - la Sterling Bancshares - è diventata il dodicesimo istituto finanziario degli Stati Uniti a restituire i soldi ricevuti in prestito dal governo nell’ambito del piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari.