Banche, in Veneto è boom di sportelli

Negli ultimi dodici mesi sono creciuti del 3,1% toccando quota 3.591. Rallentano i prestiti alle imprese. Tessari (Unioncamere): “Aziende attese a un duro processo di selezione ma va assicurato il sostegno del credito”<br />

aCrescono gli sportelli, soprattutto a Treviso e Verona mentre rallenta, sia pur di poco, l’erogazione dei prestiti. È questa la fotografia del sistema bancario veneto nel primo trimestre 2008 come emerge dalle rilevazioni di Unioncamere e Abi. A giugno 2008 infatti gli sportelli bancari in regione hanno toccato quota 3.591 con un aumento del 3,1 per cento negli ultimi dodici mesi, superiore sia alla media nazionale (+2,8 per cento) che a quella del Nord-Est (+2,6). A guidare la classifica Treviso (+4,4 per cento) e Verona (+4,2). Sempre nel primo trimestre 2008 il rallentamento ciclico nazionale ha invece attenuato l’attività di prestito delle banche a sostegno dell’economia veneta. In particolare, negli ultimi 12 mesi, il tasso di variazione degli impieghi è stato del 7,5% in linea con il tasso di crescita nazionale (+7,6) ma inferiore alla media del Nord-Est (+8,6). Alla fine del 2007 i tassi tendenziali degli impieghi erogati in Veneto erano stati del 10,5% contro il 9,6% per l’Italia e il 9,2% per il Nord-Est.

PREVISIONI AL RIBASSO. La situazione non cambia restringendo l’analisi ai finanziamenti erogati alle società non finanziarie (imprese e famiglie produttrici) dove, a giugno 2008, il tasso di crescita tendenziale in Veneto è stato del +8,9 per cento, leggermente inferiore sia alla crescita media nazionale (+10,5%) sia alla media registrata nella macro-area di riferimento (+9,7%). D’altronde nel terzo trimestre dell’anno il Pil nazionale ha registrato una flessione dello 0,5 per cento rispetto al trimestre precedente e dello 0,9 per cento rispetto al terzo trimestre del 2007 e i principali istituti di ricerca continuano a correggere verso il basso le previsioni per il prossimo biennio.

UN 2008 IN RETROMARCIA. Anche il Veneto non è estraneo alla fase di rallentamento che sta colpendo le economie mondiali, come dimostrano le prospettive di crescita per i prossimi anni. Già per il 2008 Unioncamere italiana e Prometeia indicano una contrazione del Pil regionale pari a -0,1% mentre per il 2009 la crescita sarà nulla, ma si dovrà attendere il 2010 per vedere una prima ripresa dell’economia. L’industria manifatturiera è il segmento più esposto. La dinamica tendenziale della produzione industriale veneta è risultata negativa sia nel secondo (-0,8%) che nel terzo trimestre del 2008 (-3,6%). Un momento di difficoltà sottolineato anche da Federico Tessari, presidente di Unioncamere del Veneto, per il quale «in un economia globalizzata anche il sistema economico del Veneto non può considerarsi estraneo alla grave crisi finanziaria che sta colpendo le economie reali. Per la nostra regione è previsto un rallentamento dell’economia con previsioni che indicano per il 2008 una contrazione del Pil del -0,1% e per il 2010 una crescita del +1%».

UN SISTEMA CHE TIENE. Tessari non vede comunque nero perché «pure in questo scenario di sostanziale galleggiamento i dati raccolti dicono che fino al mese di giugno gli impieghi erogati alle attività produttive sono cresciuti dell’8,9%. Nei mesi successivi, secondo le prime analisi non ancora definitive, non si  registrano flessioni sugli impieghi. Probabilmente ci sarà una maggiore selezione ed attenzione nell’erogazione del credito ma non credo a una flessione generalizzata». Il presidente di Unioncamere avverte che il «sistema-Veneto», caratterizzato dall’apertura ai mercati mondiali, «sarà chiamato a un duro processo di selezione e riposizionamento» ma garantisce che chi si rimbocca le maniche non sarà lasciato solo. È in momenti difficili come l’attuale che chi produce ha bisogno di avere il credito in tempi brevissimi. «Bisogna assicurare al più presto - dice Tassari - adeguati flussi di credito al sistema delle piccole e medie imprese altrimenti l’economia si ferma. Ed è per questo che le 7 Camere di commercio del Veneto stanno raddoppiando i contributi a supporto dell’azione dei Confidi».