Banche, per la Vigilanza Ue si va al 2010

Tempi non brevi e modalità ancora da definire per la riforma della Vigilanza europea sulle banche che sarà operativa, nel migliore dei casi, non prima della fine del 2010. Dopo la corsa in avanti unilaterale degli Stati Uniti per il varo di regole contabili più flessibili per le banche, l’Europa chiede invece, questa volta all’unanimità, di adeguarsi rapidamente per evitare che le proprie istituzioni finanziarie siano svantaggiate rispetto alle rivali Usa.
All’Ecofin informale di Praga i ministri delle finanze dell’Ue, come spiegato da Giulio Tremonti al termine dei lavori, concordano sui principi, ma non vanno più in là di un inizio di discussione sulla bozza Larosiére per la riforma della Vigilanza. «Abbiamo iniziato a parlarne. La posizione dell’Italia è quella di stare con gli altri», ha sintetizzato il ministro, che di recente ha più volte sottolineato l’importanza di una vigilanza comune europea, affidata magari alla Bce. Una posizione fortemente osteggiata da diversi Paesi, primo fra tutti la Gran Bretagna, con divergenze che si sono riproposte fortemente nella giornata di ieri.
Tremonti ha poi rilevato come alcuni ministri, i cui Paesi hanno varato piani di sostegno alle banche, si siano detti insoddisfatti che il vertice non abbia mancato un chiaro segnale alle proprie opinioni pubbliche. A chiedere così «risposte rapide e credibili», sono nella conferenza finale il Commissario per gli affari economici, Joaquin Almunia, e il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet. «L’obiettivo - ha detto Almunia - deve essere quello di dare vita a un nuovo sistema che sia operativo prima della fine del 2010». La Commissione dovrà avanzare proposte più precise nell’Ecofin di maggio, con l’obiettivo di far procedere la discussione sulla Vigilanza nel Consiglio Ue di giugno e arrivare a proposte dettagliate in autunno. Dal canto suo Trichet ribadisce che la Bce è pronta ad assumere un ruolo più forte nell’ambito della Vigilanza macro-prudenziale, quella tesa a prevenire crisi sistemiche. «La situazione è urgente - ha ribadito il presidente della Bce - e tutto è nelle mani del Consiglio Ue, che spero possa prendere decisioni rapide: la rapidità è fondamentale in periodi di crisi». L’Ecofin ha comunque apprezzato le decisioni del G20 che, fra l’altro, ha attribuito al Fsb nato sulle ceneri dell’Fsf, presieduto da Mario Draghi, il compito di coordinare le autorità nazionali sulla vigilanza per le «istituzioni sistemiche» ovvero quelle così grandi o diffuse internazionalmente da essere in grado di mettere in crisi l’intero sistema in caso di problemi.
Ancora nelle secche per quanto riguarda la Vigilanza, l’Europa non vuole rimanere indietro anche sul fronte delle regole contabili dopo che gli Usa hanno annunciato unilateralmente di renderle più flessibili mandando a casa i principi un tempo bandiera del capitalismo anglosassone.