Dal banchetto di Ferragosto all’ospedale: 109 intossicati

Sono stati ben 109 i partecipanti a un banchetto di Ferragosto finiti all’ospedale dopo pranzo con vomito e febbre alta. Una vera giornata da dimenticare per 89 ecuadoriani e 20 italiani che avevano deciso di trascorrere insieme il giorno clou delle vacanze estive in una tenuta di Zelo Buon Persico. Alla fine, ieri pomeriggio, sono stati tutti dimessi e senza gravi conseguenze, ma solo perché l’emergenza è stata presa in tempo. Già, perché la tossinfezione, come spiegheranno poi i sanitari, era di quelle ad altissima carica batterica. E per dei soggetti debilitati avrebbe potuto risultare addirittura fatale.
Gli ecuadoriani erano arrivati in Italia da poco, uno dopo l’altro, ospitati da famiglie lodigiane. Qualche giorno fa la decisione di passare insieme il Ferragosto, nella tenuta, portando tutti i cibi da casa, dolce compreso. Sono le 12.30 di Ferragosto quando si siedono a tavola. Appena prima delle 17 i primi malori. Il primo malessere viene scambiato per una puntura di vespa. Ma non è così. Infatti, a ruota, stanno male altre cinque, poi otto, poi 15 e poi 20 persone. Per il 118 di Lodi l’allerta è massima. Sul posto arrivano tre medici e due infermieri. Alle 18 tutti e 109 i partecipanti al pranzo hanno problemi evidenti. Tra loro anche bimbi di 4, 5 anni e due anziani e per il resto giovani dai 20 ai 39 anni.
Di «grande solidarietà nella disgrazia» parla un medico del 118. Il parroco di Cervignano D’Adda, don Giancarlo Malcontenti, ha accolto tutti nella sua chiesa, ha avvertito i sanitari del 118 e ha utilizzato un suo pulmino per il trasporto dei malati. Gli intossicati sono stati smistati poi tra gli ospedali di Lodi, Codogno, San Donato Milanese, Melzo, Crema, Cernusco sul Naviglio, Melegnano. La notte di Ferragosto le prime dimissioni, le ultime ieri pomeriggio. Nessun dubbio per il direttore dell’Asl, Eugenio Ariano. «La colpa è della carne che è stata mal conservata - ha sentenziato ieri -. Noi abbiamo sequestrato anche il salame di cioccolato, di cui abbiamo trovato residui e abbiamo campionato l’acqua bevuta. Tutto il resto era già stato gettato. Ma siamo certi che la causa di tutto sia la carne, per il tipo di malore accusato e per le tempistiche di manifestazione dei sintomi. E ce lo confermeranno le analisi, tra qualche giorno. Comunque con noi stanno lavorando anche i Nas».
Intanto, ieri, personale sanitario della Asl è arrivato alla parrocchia di Cervignano, dove sono stati di nuovo radunati i commensali sfortunati. A ognuno è stato chiesto cosa avesse assaggiato e cosa no. Anche questo lavoro potrà contribuire a stabilire con esattezza che cosa ha trasformato il Ferragosto in questa bruttissima esperienza.