Il banchiere diventa pasticciere Ecco l’altra faccia dei subprime

Nel terzo trimestre il rosso di Lehman potrebbe toccare i 2,6 miliardi

da Milano

L’altra faccia della crisi bancaria, quella umana. Dai 7.900 tagli annunciati da Citigroup, ai 4.380 della svizzera Ubs, sono stimati in oltre 60mila i posti da broker e investment manager che si stanno volatilizzando tra le due sponde dell’Atlantico. Con conseguenze che vanno dal drammatico al grottesco. Un fenomeno che riguarda soprattutto i flessibili mercati del lavoro della City e di Wall Street (in Italia la banca con i maggiori esuberi, Unicredit, dovuti soprattutto alla fusione con Capitalia, ha un programma di 9mila tagli tutti concordati con i dipendenti).
A Wall Street invece il pragmatismo e lo spirito d’iniziativa americano non si smentiscono. L’agenzia Bloomberg riporta i casi di alcuni manager (la paga media di chi lavora a Wall Street è di 399mila dollari l’anno) che, licenziati, si sono rimboccati le maniche, mettendosi in proprio e accettando un drastico calo di reddito. Come ha fatto per esempio Jeff Salmon, 49 anni, specialista in Asset baked securities, i famigerati titoli legati ai mutui subprime, per la Bank of New York Mellon. Ha appena aperto, con la moglie, un salone di bellezza in franchising nel New Jersey. Jessica Walter, 27 anni, ex vice presidente della divisione credit strategy di Bear Stearns (il primo mega dissesto bancario, 7.500 posti andati in fumo) ora invece cuoce torte per i compleanni e tiene corsi di cucina per bambini. Mentre Gary Witt, 49 anni, licenziato da Moody’s, l’agenzia di rating a corto d’affari per le minori emissioni obbligazionarie da «garantire», è tornato alla Temple University di Philadelphia, per insegnare finanza e statistica.
Ma uno degli effetti più curiosi dei megalicenziamenti nelle investment bank è quello sui matrimoni: i divorzi sono in crescita esponenziale. Il Telegraph riporta come gli avvocati matrimonialisti stiano assistendo a una corsa ai divorzi. Le richieste di consulenza in questo settore sarebbero aumentate del 300 per cento. Ma non tanto per sopravvenute depressioni o crisi di relazione. Le mogli dei manager bancari affollano i tribunali per ottenere divorzi in tutta fretta: prima che i mariti perdano il lavoro, con conseguente drastica riduzione dell’assegno di mantenimento. Dal canto loro, i mariti non sono da meno. L’altro fenomeno osservato è infatti quello dei finanzieri neodisoccupati che si affrettano a divorziare, per sfruttare l’opportunità di fissare l’assegno mensile, prima di trovare un nuovo impiego.