Il Banco di Chiavari fa rinascere il marchio

L’istituto che fa parte del Gruppo Banco Popolare dà vita al Comitato credito e beneficenza

Entro giugno tornerà il marchio «Banco di Chiavari e della Riviera Ligure» nei 79 sportelli ed anche sugli assegni dello storico istituto di credito ligure (580 dipendenti) che fa parte del Gruppo Banco Popolare. Va in disarmo, invece, la Caravella, che per decenni ha aveva contrassegnato il Banco ed era stata riproposta meno di due anni fa come simbolo di tradizione che si rinnova. Non c’è più posto, a quanto pare, per i sentimentalismi, quando si tratta di operare in un mercato dove il passato, un certo modo di essere e di rapportarsi con la clientela, che era stato il «credo» del timoniere più illustre, il senatore Nicola Giuseppe Dallorso, viene drasticamente tagliato e lasciato alle spalle. La realtà, oggi, parla di un gruppo, Banco popolare, che esce da un periodo di profonda trasformazione, non certo indolore, e vuole riprendere un cammino di sviluppo, anche nella consapevolezza di essere il terzo gruppo bancario italiano dopo Unicredit e Intesa San Paolo, in Liguria e in Italia. In questo ambito, Bancochiavari si inserisce come componente locale, al termine di un itinerario tortuoso che ha visto l’istituto entrare nella sfera Comit, la Banca commerciale italiana (che ne aveva già ridimensionato di molto l’autonomia) per essere successivamente acquisito dalla Banca popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani e seguire quindi le alterne vicende del personaggio.
Le tappe successive vedono infatti il Chiavari far parte della ristrutturazione della Popolare di Lodi confluita nella Banca popolare italiana. Intanto, dopo la fusione, nel 2002, tra la Banca Popolare di Verona-S.Geminiano e S.Prospero e la Popolare di Novara, nasce il «Gruppo Banco Popolare di Verona e Novara» che a sua volta si fonde, nel 2007, con la Banca Popolare Italiana, e dà vita al Banco Popolare. In questo vengono integrate numerose società caratterizzate dal forte radicamento territoriale: le Casse di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, la Cassa di Imola, la Popolare di Crema, la Popolare di Cremona, la Banca Caripe, e appunto il Banco di Chiavari e della Riviera Ligure. Unico il marchio: tre omini colorati che vogliono rappresentare la crescita dell’operatività. Arriviamo ai giorni nostri: ieri si è riunito per la prima volta il Comitato del credito e della beneficenza dell’area affari Liguria nel quale figurano importanti imprenditori tra cui Antonio Gozzi, Giancarlo Grasso, Beatrice Parodi, Luigi Negri, Davide Viziano, Paolo Zanetti e Gregorio Gavarone (presidente). «Vogliamo dimostrare - spiega il direttore delle risorse umane del Banco Popolare, Roberto Speziotto - l’interesse allo sviluppo dell’economia locale e la nostra volontà a collaborare con l’imprenditoria ligure». Il comitato si riunirà una volta al mese e farà le veci del vecchio consiglio d’amministrazione anche se con poteri solo consultivi.