La banda del cavalcavia quella notte colpì 4 volte

Emanuela Ronzitti

da Roma

Spuntano nuovi atti vandalici a danno di alcuni distributori di benzina nella zona di Piedimonte San Germano, proprio nella notte del 13 agosto, quando all’1 e 55 venne scaraventato giù dal cavalcavia 439 dell’Autosole nei pressi di Cassino un sasso di travertino rosso da 41 chili che uccise Natale Gioffrè. Il paese di poche centinaia di anime a due passi da Cassino nella bassa Ciociaria, continua a rimanere avvolto dalla fitta nebbia di omertà degli abitanti del posto. Poi, invece, ieri la notizia che potrebbe rivelare sottotraccia importanti indizi per dare il via al disegno finale dell’iter «illogico» che portò il branco omicida a compiere quel dissennato gesto.
Sono tre, con precisione, i colpi messi a segno quella notte e tutti sulla strada provinciale Casilina, in un raggio d’azione che va da Pontecorvo a Piedimonte. Alcune pompe di benzina avrebbero riportato solo lievi danneggiamenti, mentre altre avrebbero subito invece danni più gravosi, furto e scasso. Altri due casi analoghi si sono verificati invece nella notte precedente al lancio dal cavalcavia nei pressi del casello autostradale di Pontecorvo. Anche se finora, sono solo due gli episodi denunciati alle forze dell’ordine. Sono stati sguinzagliati tre reparti investigativi e la Dac (direzione anticrimine centrale della Polizia di Stato) diretta da Nicola Cavaliere, che tenteranno di ricostruire le gesta compiute dal branco notturno. Se i reati plurimi compiuti dai vandali il 13 agosto hanno uno stesso denominatore comune, la ricostruzione di come sia andata davvero quella notte prende corpo. Il gruppo di maggiorenni con all’attivo precedenti penali proprio per atti vandalici, come confermano le fonti investigative, potrebbe aver deciso di passare la serata alla festa della birra di Cassino, dopo di che, aver optato di dirigersi verso casa passando per la Casilina, per poi decidere di lasciare le proprie tracce vandaliche a danno dei tre distributori. Infine, il branco, probabilmente carico di malsana andrenalina, si sarebbe diretto sul cavalcavia 439 per compiere il gesto estremo della serata. Una nuova sfida solo per esorcizzare la noia. La tappa finale si potrebbe essere conclusa intorno alle 3 del mattino quando il gruppo si è ritrovato sull’autostrada a fare colazione all’Autogrill. Esattamente un’ora dopo la tragedia, come risulta infatti dall’orario stampato sullo scontrino rilasciato quella notte.
Intanto, non aggiunge nulla di più al caso la testimonianza rilasciata alla polizia di Cassino dal giovane di Aosta che sostiene di aver visto la notte della tragedia, mentre viaggiava sulla sua autovettura, una persona affacciarsi dal ponte.